IL PADOVA PAREGGIA 1-1 A LUMEZZANE: IL MANTOVA E’ PROMOSSO IN SERIE B

La Curva Te piena di tifosi

MANTOVA – “Non avrò pace finché non riporterò il Mantova in Serie C” questa la frase del presidente Filippo Piccoli dopo della retrocessione dei biancorossi, nemmeno un anno fa, il 13 maggio 2023, quando i virgiliani finirono in D nel doppio confronto con l’Albinoleffe. E oggi, a meno di 11 mesi di distanza da quel 13 maggio 2023, è arrivata addirittura la serie B, che mancava da 14 anni: ultima gara disputata in cadetteria, un 2-2 ad Ancona del 30 maggio 2010. Un risultato acquisito – paradossalmente – senza giocare: ininfluente la partita di domani sera a Meda contro il Renate (inizio 20.45). Il Padova, infatti, oggi non è andato oltre il pareggio sul campo del Lumezzane (vantaggio patavino con Bortolussi al 9′, risposta di Ilari al 73′).

LA RIAMMISSIONE E UNA ROSA RICOSTRUITA EX NOVO

La rinuncia alla C del Pordenone ha permesso al Mantova di ritrovare innanzitutto la terza serie, visto che l’Aciemme, con un 16esimo posto e 48 punti, aveva solo sfiorato la salvezza diretta: un lavoro incredibile, quello del direttore tecnico Christian Botturi di ritorno, dopo qualche anno, in biancorosso. Venuta meno la validità di tutti i contratti, a causa della caduta nei dilettanti, a restare dall’anno precedente solo pochissimi elementi: il difensore Panizzi e gli attaccanti Monachello e Mensah. Per il resto, un gruppo tutto nuovo, affidato ad un tecnico emergente come Davide Possanzini, alla prima vera esperienza da primo allenatore tra i Pro dopo una lunga militanza nello staff di Roberto De Zerbi e una parentesi fugace a Brescia, dove aveva anche guidato la Primavera.

LA FIDUCIA DELLA PIAZZA, SIN DA SUBITO ENTUSIASMO

Tra i propositi iniziali della nuova stagione da parte della dirigenza, quella di riportare fiducia, entusiasmo e “riconoscibilità”. Ci mette poco Possanzini a dare un nuovo tipo di gioco alla squadra, fortemente innovativo, e i risultati estivi sembrano davvero incoraggianti. Il successo sul Brescia in amichevole accende le fantasie, ma è con l’inizio del torneo che la consapevolezza si fa sempre più solida.

L’ESORDIO COL PADOVA, LO SCIVOLONE CON LA TRIESTINA

Ironia della sorte, la regular season del Mantova riparte da dove era finita: l’ultima gara della stagione precedente aveva visto una rovinosa sconfitta della squadra, allora guidata da Mandorlini, contro il Padova. Quel ko condannò i biancorossi ai play out, poi finiti nel peggiore dei modi contro l’Albinoleffe. L’1-1 al “Martelli” diede però l’impressione che, seppur con un’intesa ancora da affinare, il team virgiliano fosse in grado di dare qualche soddisfazione ad una piazza che aveva vissuto l’estate col fiato sospeso e con la concreta prospettiva di dover ripartire dai dilettanti. Le gare seguenti confermarono un trend molto positivo, con l’Acm seria candidata ad un posto play off. A Fontanafredda il primo vero scivolone, con il 4-1 rifilato dalla Triestina, altra corazzata, candidata al salto di categoria. Uno sganassone che però ha fatto bene ai biancorossi, che al di là del risultato non si sono dimostrati inferiori agli alabardati.

IL SORPASSO SUL PADOVA, E IL DECOLLO DEFINITIVO. IL SALTO DI CATEGORIA ADDIRITTURA SENZA GIOCARE

Il sorpasso sul Padova arriva già alla decima giornata, con il successo sulla Pro Vercelli e il pareggio dei biancoscudati sul Renate. Da lì in poi i biancorossi non hanno più lasciato la vetta, presidiandola in solitaria a parte una giornata a pari merito (la quattordicesima). Poi tutte le avversarie dirette hanno passato la mano. Prima il Vicenza, poi la Triestina. E il Padova, sconfitto con un roboante 0-5 casalingo nella prima di ritorno (scivolando a -7 con lo scontro diretto a sfavore), è l’ultima a resistere, avvicina i biancorossi fino a -4 (doppio pari con Novara e Pro Vercelli), ma poi inanella solo 5 punti nelle cinque gare del mese di marzo. E oggi la gara col Lumezzane, che ha visto i biancoscudati pareggiare in Valgobbia per il definitivo salto di categoria dei virgiliani, promossi senza giocare come 20 anni fa, quando passarono dalla C2 alla C1 grazie al pari del Sudtirol.