Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle pre-intese sull’Autonomia, in particolare agli schemi di intesa preliminare tra il governo e Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.
Al termine della riunione dell’esecutivo, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, insieme ai presidenti delle altre regioni ha incontrato la premier Giorgia Meloni, i vice premier Matteo Salvini e Antonio Tajani il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. Unanime il commento del ministro Calderoli e dei governatori: un passaggio storico.
“Nella procedura per arrivare alla conclusione di questo percorso – ha commentato il presidente Fontana – ci sono alcuni punti rilevanti come quelli riguardanti la sanità: il superamento dei cosiddetti ‘silos’ è, di fatto, una vera dimostrazione di autonomia, perché i risparmi invece di dover rimanere vincolati, possono essere spesi secondo le esigenze e le necessità regionali”.
“Ribadisco – ha chiarito il governatore della Lombardia – autonomia non significa chiedere più soldi, ma essere responsabili delle scelte a livello regionale”.
“Questo racconto che si è fatto sull’autonomia – ha aggiunto Fontana – è una vera e propria mistificazione: non riesco a capire questo problema che si pongono tutti: il timore diffuso è che con l’autonomia differenziata si modifichino le condizioni di questo Paese. Non è così. Qual è allora la reticenza dei governatori del sud? Perché queste pre-intese non le hanno volute? Perché si sono fatti anche loro vincere dagli slogan che sono stati raccontati. Se non si vuole l’autonomia, vuol dire che si è contenti delle cose come sono organizzate adesso? Quindi, chi non la vuole vada avanti così. Al contrario, la si vuole? La si richieda. E’ una responsabilità: noi ci assumiamo questa responsabilità, se sbaglieremo sarà colpa nostra”.
DARA E CAPPELLARI (LEGA): OGGI UN PASSO CONCRETO, ORA NESSUNO FERMI LA VOLONTÀ DEI LOMBARDI
«La firma delle pre-intese sull’autonomia approvate oggi in Consiglio dei Ministri segna un passaggio concreto e sostanziale in un percorso iniziato ormai oltre otto anni fa, quando milioni di cittadini lombardi, attraverso il referendum del 22 ottobre 2017, chiesero con chiarezza più competenze e maggiore responsabilità per la propria Regione – dicono Andrea Dara, parlamentare della Lega, e Alessandra Cappellari, consigliere regionale della Lombardia -. Non si tratta di uno slogan politico, ma dell’attuazione di un principio previsto dalla Costituzione e legittimato dal voto popolare. Oggi si compie un passo che avvicina finalmente la Lombardia a quell’obiettivo.
Nel gennaio 2018 un primo accordo era stato sottoscritto, ma la fine della legislatura interruppe bruscamente l’iter. Questa volta il quadro politico è diverso: c’è stabilità, c’è un Governo che ha inserito l’autonomia tra le priorità e c’è la volontà di arrivare fino in fondo.
Per territori produttivi e dinamici come quelli lombardi – e come la nostra provincia di Mantova – l’autonomia significa poter programmare meglio gli investimenti, rendere più efficiente la spesa pubblica, avvicinare le decisioni ai cittadini e alle imprese, superando lungaggini burocratiche che troppo spesso rallentano lo sviluppo.
Questo risultato è frutto di una battaglia politica portata avanti con coerenza dalla Lega in tutti questi anni: dalla visione iniziale di Roberto Maroni alla continuità garantita dal presidente Attilio Fontana, fino al lavoro determinante del ministro Roberto Calderoli e alla determinazione del segretario Matteo Salvini, che non ha mai arretrato su questo obiettivo.
Ora si apre la fase parlamentare, che dovrà essere affrontata con serietà e responsabilità. Ma sia chiaro: l’autonomia non può più essere rinviata né ostacolata per calcoli politici o tatticismi di parte. La volontà dei lombardi è stata espressa in modo inequivocabile. Chi oggi prova a rallentare o bloccare questo percorso si assume la responsabilità di andare contro quel mandato popolare. Noi continueremo a lavorare perché questa riforma venga approvata nei tempi previsti e perché la Lombardia possa finalmente avere gli strumenti che merita».
















