Mantova, armato di coltello seminò il panico: 4 anni e 5 mesi al tunisino

MANTOVA – È stato condannato ieri dal Tribunale di Mantova a 4 anni e 5 mesi di reclusione Haj Abid Kais, il 33enne tunisino protagonista dei gravi fatti avvenuti lo scorso 20 agosto quando, armato, aveva seminato il panico in città e, una volta catturato, aveva dichiarato agli inquirenti che voleva “uccidere 7 o 8 persone”. L’uomo ha beneficiato della riduzione di un terzo della pena prevista dal rito abbreviato. Il pubblico ministero Beatrice Barcali aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Simonetta Barbi, aveva sollecitato l’assoluzione. Il giudice lo ha invece riconosciuto colpevole di rapina aggravata, minaccia aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato.

La furia in centro il 20 agosto

La vicenda ebbe inizio intorno alle 13, quando il militare di guardia al Comando Provinciale dei Carabinieri di via Chiassi notò, attraverso le telecamere di videosorveglianza, un uomo che prendeva a calci alcune auto in sosta. Scattò immediatamente l’allarme alla centrale operativa e intervennero due carabinieri liberi dal servizio. Nel frattempo il 33enne, pregiudicato e irregolare sul territorio nazionale, si era rifugiato nel supermercato Coop di piazza Martiri di Belfiore. Qui si introdusse dietro il banco gastronomia, afferrò un coltello con lama di circa 30 centimetri e minacciò una dipendente di 45 anni, intimandole, inneggiando Allah, di non vendere più carne di maiale e di convertirsi all’Islam. Subito dopo si accanì contro alcuni prosciutti, colpendoli ripetutamente con la lama, per poi allontanarsi verso la vicina filiale della banca BPM.

La fuga e poi la cattura

All’interno dell’istituto di credito minacciò una cassiera, riuscendo a farsi consegnare 20 euro. La sua azione proseguì poco distante, in una pescheria, dove tornò a intimidire il titolare colpendo il bancone con pugni e reiterando le minacce. Un carabiniere in borghese iniziò a pedinarlo, mantenendo il contatto con la centrale operativa. L’uomo, ancora armato del coltello sottratto al supermercato, percorse via Orefici fino a piazza Sordello, dove venne intercettato da una pattuglia della Sezione Radiomobile. Alla vista dei militari li minacciò di morte e tentò di colpire uno di loro con la lama. Solo l’utilizzo del taser, che lo raggiunse alle gambe, consentì di immobilizzarlo senza che nessuno rimanesse ferito.