Castiglione, AVS al Comune: “Irpef da adeguare all’inflazione. Soglia esente passi a 18mila euro”

CASTIGLIONE – A Castiglione delle Stiviere Alleanza Verdi Sinistra accende il dibattito sulla pressione fiscale locale. Al centro della discussione c’è la soglia di esenzione dell’addizionale comunale Irpef, ferma dal 2013 a 14mila euro. AVS chiede all’amministrazione di programmare già nel bilancio 2027 un adeguamento all’inflazione, portando la fascia esente almeno a 18mila euro.

“Nel 2013 un pensionato o lavoratore con un reddito di 13.900 euro risultava esente dal pagamento dell’addizionale, fissata con una soglia a 14mila euro. Tuttavia, in tredici anni la crescita dei prezzi ha inciso in modo significativo sul potere d’acquisto. I dati più recenti – spiegano gli esponenti di AVS – indicano un’inflazione in aumento anche nel 2026, passata dall’1% di gennaio all’1,6% di febbraio, con possibili ulteriori rialzi oltre il 3% nei prossimi mesi in caso di persistenti tensioni sui mercati energetici”.

“Applicando una rivalutazione legata all’inflazione – proseguono -, quel reddito di 14mila euro del 2013 corrisponderebbe oggi a circa 18mila euro. Questo significa che molti contribuenti, pur mantenendo un potere d’acquisto analogo, si trovano oggi a superare la soglia di esenzione e a pagare l’addizionale comunale dello 0,8%. Una situazione che, secondo i promotori della richiesta, determina un aumento della pressione fiscale soprattutto sulle fasce più deboli”.

La conferma, secondo AVS, arriva anche dai documenti ufficiali del Comune. Nel verbale del Consiglio comunale del 24 novembre 2025, relativo alla variazione del bilancio finanziario 2025–2027, si evidenzia infatti un incremento dello stanziamento dell’addizionale Irpef ordinaria pari a 65mila euro. Un dato che, secondo Alleanza Verdi e Sinistra, dimostra come il mancato adeguamento della soglia esente abbia contribuito ad ampliare il gettito.

Da qui la critica politica: “l’amministrazione – sostiene Alleanza Verdi Sinistra -, avrebbe potuto intervenire per sostenere i redditi più bassi aggiornando la soglia di esenzione, ma avrebbe invece privilegiato l’aumento delle entrate”. Una scelta che si inserisce, secondo il movimento, in un quadro più ampio in cui anche a livello nazionale e regionale il mancato adeguamento delle aliquote all’inflazione comporta un incremento della tassazione reale su lavoratori dipendenti e pensionati.

Avs infine cita, a titolo di esempio, il meccanismo dell’Irpef nazionale: “Per mantenere invariato il potere d’acquisto rispetto al 2024, la soglia dei 28mila euro tassati al 23% avrebbe dovuto salire a 30mila euro nel 2026. In assenza di tale adeguamento, chi oggi percepisce 30mila euro si trova a pagare il 33% sui 2mila euro eccedenti, subendo di fatto un aggravio fiscale”.

“Questi calcoli – sottolineano i promotori – spesso non vengono percepiti da pensionati e lavoratori, mentre chi definisce le politiche fiscali ne è pienamente consapevole”. Per questo Alleanza Verdi e Sinistra chiede un cambio di rotta a livello locale, invitando il Comune a programmare già dal prossimo esercizio un innalzamento della soglia esente ad almeno 18mila euro, così da ristabilire un equilibrio con il costo della vita e tutelare i redditi più bassi.