OSTIGLIA – Dopo il Bess, anche il Bess 2 avrebbe ottenuto il via libera e a Ostiglia esplode la polemica sul confronto avviato tra Comune e società proponente per le compensazioni ambientali. Qualcosa come 180 container in via Cascine, vicino alla nuova centrale. Il primo, invece sarà localizzato nella zona di via Rovigo. A chiedere spiegazioni sono i consiglieri di opposizione Alessandro Incorvaia e i colleghi di Opera Civica Daniela Forapani e Marco Vignola: le minoranze puntano il dito contro il sindaco Luciano Barberio e il vicesindaco Giorgio Gabrieli, accusati di non aver informato adeguatamente consiglio comunale e cittadini e di aver assunto posizioni contraddittorie sul progetto.
Dopo il primo Bess, dunque, anche il secondo impianto ha ottenuto l’autorizzazione, rilasciata il 27 luglio dal ministero dell’Ambiente. Il giorno successivo, durante il consiglio comunale del 28 luglio, veniva letta – ricostruiscono i consiglieri – una delibera di giunta nella quale il sindaco esprimeva la propria contrarietà politica ai Bess e all’agrifotovoltaico. Una presa di posizione che, per i tre esponenti della minoranza, non basta a chiarire il comportamento dell’amministrazione.
Per comprendere le ragioni della contestazione bisogna risalire al 20 maggio – spiegano i consiglieri -, quando Barberio e Gabrieli avevano incontrato DS Italia 22, la società che realizzerà il secondo impianto. Incorvaia cita un passaggio dell’allegato al decreto autorizzativo nel quale si dà conto di una discussione positiva sulla firma di una convenzione tra l’azienda e il Comune. Oggetto del possibile accordo, le compensazioni ambientali da riconoscere all’amministrazione attraverso contributi di carattere ambientale e territoriale, non meramente patrimoniale.
È soprattutto il giudizio attribuito al Comune in quel documento a provocare la reazione dell’opposizione. Secondo il passaggio riportato da Incorvaia, l’amministrazione «ha apprezzato la proposta formulata dalla società, manifestando interesse e disponibilità a proseguire il confronto volto alla definizione dell’accordo, riconoscendo la potenziale rilevanza strategica dell’iniziativa per il territorio».
Parole che il consigliere mette a confronto con la contrarietà dichiarata successivamente dal sindaco. «Di che accordo si parla? Adesso riconoscono la rilevanza strategica dell’iniziativa?», domanda Incorvaia. Accanto alla contestazione politica, la richiesta di trasparenza: perché, chiede l’esponente di minoranza, i consiglieri e gli stessi cittadini ostigliesi non sono stati informati in maniera adeguata?
Incorvaia, Forapani e Vignola giudicano quindi insufficiente la delibera illustrata il 28 luglio, quando l’autorizzazione ministeriale al Bess 2 era già arrivata. Accusano Barberio e Gabrieli di aver voluto «giocare d’anticipo» con un atto che, a loro avviso, non incide concretamente sulla questione. Il punto, sostengono, è l’assenza di una modifica al Piano di governo del territorio: senza una variazione al Pgt, concludono, quella delibera «è solo fumo negli occhi degli ostigliesi».
















