(Adnkronos) – Negli Usa continua l’allerta morbillo. La Pennsylvania ha segnalato ieri un quarto decesso legato alla malattia, l’ultimo di un focolaio in crescita che ha anche acceso lo scontro politico. L’ultimo anno in cui si era raggiunta questa quota di vittime era il 1992, ricordano gli esperti. Nel 2025 i morti negli States erano stati 3, due in Texas e uno nel New Mexico.
L’ultimo decesso registrato in Pennsylvania è quello di un 18enne non vaccinato che viveva nella contea di Mifflin. Il medico legale della contea Andrea Alcalde ha spiegato che è morto di encefalomielite acuta disseminata, una rara e grave complicanza neurologica che può verificarsi dopo un’infezione.
In precedenza lo stato Usa aveva riportato altri 3 casi letali:
due neonati e nel fine settimana una donna di 40 anni morta nella contea di Jefferson. “I miei pensieri sono con le famiglie che hanno perso i propri cari a causa di questo virus altamente contagioso, mentre la Pennsylvania affronta la peggiore epidemia di morbillo in più di tre decenni”, ha dichiarato il segretario alla Salute della Pennsylvania Debra Bogen, come riporta la ‘Cnn’. “Rimaniamo impegnati a lavorare per arginare questa epidemia e prevenire ulteriori morti. Ciò significa garantire che le persone abbiano l’accesso al vaccino Mmr, che ha tenuto a bada le epidemie di morbillo per decenni”.
Il vaccino è sicuro ed è il modo migliore per proteggersi dal morbillo, spiegano i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Due dosi forniscono una protezione del 97%. Ma in alcune aree degli Usa i casi hanno iniziato a salire man mano che i tassi di vaccinazione sono calati. La Pennsylvania ha contato 693 contagi in 38 contee finora quest’anno. A livello nazionale, ne sono stati segnalati più di 3.200, sempre secondo i CDC. Il morbillo in genere causa il ricovero di circa 1 persona non vaccinata su 5, mentre si stima che un 1 bambino su 20 con l’infezione sviluppi polmonite, la causa più comune di morte per morbillo nei bambini piccoli. Un bimbo su 1.000 con morbillo invece sviluppa encefalite o edema cerebrale. Il virus uccide 1-3 bambini su 1.000 che vengono infettati.
Il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro in un post su X ha definito “tragedie” le morti legate al morbillo, le prime nello stato in 35 anni. “La Pennsylvania sta vivendo la peggiore epidemia di morbillo del paese. Questa malattia è stata dichiarata eliminata negli Stati Uniti nel 2000, ma decenni dopo la stiamo vedendo aumentare a causa dei tassi di vaccinazione più bassi”. I recenti decessi hanno innescato un botta e risposta fra il democratico Shapiro e il segretario Usa alla Salute Robert F. Kennedy Jr, con anche polemiche sul conteggio delle vittime dell’infezione. Al momento, ricorda la Cnn, i Cdc non hanno conteggiato decessi per morbillo nel 2026. Kennedy ha però detto che è falso che abbia ordinato all’agenzia di ‘occultare’ le morti in Pennsylvania, precisando che l’agenzia “riporterà i decessi causati dal morbillo quando il National Center for Health Statistics indicherà il morbillo come causa sulla base delle informazioni sui registri di morte presentate dagli stati”.
Su quanto successo negli Usa è intervenuto anche Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova. “Un ragazzo di 18 anni è morto di morbillo in Pennsylvania. Secondo le autorità sanitarie, il giovane di Mifflin County non era vaccinato. È morto per Adem (encefalomielite acuta disseminata), una rara e grave complicanza neurologica del morbillo. È la quarta morte associata al morbillo registrata in Pennsylvania quest’anno, mentre lo Stato sta affrontando la peggiore epidemia di morbillo degli ultimi decenni: 693 casi in 38 contee al 15 settembre 2026. Il morbillo non è una semplice malattia dell’infanzia. Può causare polmonite, encefalite e, in alcuni casi, la morte”, ha scritto in un post su X.
“La vaccinazione
Mmr – ha ribadito l’esperto – rimane uno degli strumenti principali per prevenire il morbillo e limitarne la diffusione. Gli esperti di sanità pubblica hanno inoltre collegato la recrudescenza della malattia a una combinazione di calo delle coperture vaccinali, disinformazione e difficoltà di accesso alla vaccinazione”.
“Dietro ogni statistica c’è una persona. E una famiglia che oggi piange – ha concluso l’infettivologo – La disinformazione non è priva di conseguenze. Le informazioni corrette possono salvare vite”.

















