Castellone (M5S): ‘Pandemia ha evidenziato la crisi della medicina’

(Adnkronos) – “La pandemia ha messo in evidenza la crisi della medicina, ci ha mostrato quanto i medici spesso non abbiano una risposta a tutte le domande scientifiche che vengono poste. Ancora oggi non conosciamo bene questo virus e non sappiamo perché in alcune persone questa malattia sia devastante e in altre, invece, solo asintomatica. E perché la stessa cura in persone diverse può avere un effetto totalmente diverso. Ma la pandemia è anche un’opportunità per ripensare dei modelli, l’emergenza Covid ha rimesso al centro dell’agenda politica per la prima volta dopo anni gli investimenti in sanità”. Così Maria Domenica Castellone, ricercatrice e medico, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, membro della Commissione Igiene Sanità, intervenendo all’evento “La scienza impareggiabile: ripensare la medicina oggi”, un dibattito per riflettere intorno al libro “La scienza impareggiabile: medicina, medici, malati” di Ivan Cavicchi, filosofo della medicina, docente di Logica e Filosofia della Scienza all’Università di Tor Vergata di Roma, incontro organizzato a Roma con il contributo non condizionato di Boiron.  

“Non dimentichiamoci che in questi ultimi dieci anni – evidenzia – sono stati tagliati 37 miliardi di euro al Fondo sanitario nazionale, abbiamo perso 45mila tra medici e infermieri, 8mila camici bianchi tra il 2019 e il 2021 hanno lasciato il Servizio sanitario pubblico perché non si sentono tutelati, sono sottoposti a turni massacranti e non hanno strumenti adatti, così scelgono di lavorare per la sanità privata dove vedono riconosciuto il proprio merito”.  

Per Castellone, “è evidente che la politica deve interrogarsi e capire come arrivare a quel cambio di paradigma di cui parla il professor Cavicchi nel suo libro. Sicuramente occorre rafforzare le infrastrutture del Ssn (ospedali, digitalizzazione); investire sul personale, ad oggi mancano geriatri, medici di Pronto soccorso, partendo dalla formazione e dal rinnovo contrattuale; ma è necessaria anche una revisione della governance, intesa come rapporto tra pubblico e privato, dove quest’ultimo deve integrarsi con il pubblico e non sostituirlo. Il 2022 è un anno fondamentale, come lo è stato il 1978, l’anno delle grandi riforme in Sanità, l’anno in cui si è istituito il Ssn, l’anno della legge Basaglia e della legge sull’aborto, leggi nate da un grande fermento sociale che aveva messo questi temi della salute al centro dell’agenda politica. Non dobbiamo farci distrarre da altro, sono riforme importanti, di rottura che non possiamo rimandare”.  

E sulla figura del medico: “I medici tra tutte le pratiche burocratiche di cui devono occuparsi non solo sono diventati dei prescrittori ma non hanno più il tempo di ascoltare le esigenze delle persone che, altrimenti, per trovare risposte si affidano a fake news e a figure che con la medicina hanno poco a che fare. E allora cosa può fare la politica? Sicuramente sopportare tutto il personale medico e aiutarlo a lavorare per raggiungere quella coesione sociale di cui spesso parla anche il premier Draghi. Sentiamo dire che la ripresa economica di questo Paese passa anche dal rafforzamento della coesione sociale. Ma come raggiungere questo obiettivo? Attraverso la trasparenza delle informazioni che diamo ai cittadini, trasparenza che poi si ripercuote in un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini e tra medici e cittadini; ma anche attraverso la partecipazione alle scelte di salute pubblica che noi politici facciamo per rafforzare sempre di più quella coesione sociale; e provando a fare in modo che il 2022 sia l’anno delle grandi riforme in ambito sanitario”, conclude. 

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