Milano, inseguendo le lucciole nelle terre del Policlinico

(Adnkronos) – Inseguire puntini luminosi nella notte profumata della campagna. Non una campagna qualunque, ma quella del Policlinico di Milano. Il maxi patrimonio rurale dell’Irccs meneghino è casa di migliaia di lucciole. E per tre sere di giugno, da venerdì 10 a domenica 12, si potranno ammirare questi scenografici insetti in quattro escursioni notturne nell’Oasi Ca’ Granda, “la prima oasi rurale d’Italia” creata dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda sulle antiche terre dell’Ospedale Maggiore, tra le risorgive di Morimondo, dalla valle del Ticino a quella dell’Adda. Con questa iniziativa si inaugura la stagione estiva dell’Oasi, con tante attività all’aria aperta, informano dalla Fondazione.  

Il secondo weekend di giugno è dedicato alle lucciole, “uno degli spettacoli naturali e romantici più attesi dell’estate”, spiegano i promotori. Un viaggio in notturna nelle terre dell’ospedale. “In questo mese la campagna diventa palcoscenico per danze di corteggiamento: è il periodo di accoppiamento, quando le femmine, da larve diventate insetti, si illuminano e svolazzano alla ricerca di attenzioni”, sottolineano da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.  

Comunicando tramite segnali luminosi, le lucciole hanno bisogno di luoghi bui e isolati: per questo motivo si possono ammirare solo allontanandosi dalle città, nei vasti campi, sulle sponde di ruscelli, lungo canali d’acqua e in zone umide e temperate. “Nell’Oasi Ca’ Granda questi insetti in via di estinzione sono preservati: gli ambienti privi di inquinamento luminoso e i campi coltivati senza ricorrere a pesticidi proteggono la biodiversità, diventando l’habitat ideale per le lucciole”, assicurano dall’ente.  

Il programma per ammirarle prevede venerdì 10 un viaggio tra realtà e fantasia accompagnati dalla guida di ‘Avventura sulle gambe’ che porterà piccoli e grandi alla scoperta delle magiche fate danzanti nella Valle del Ticino (Pavia). Sabato 11 doppio appuntamento in programma: la proposta è quella di una serata incantata a Morimondo (Milano) con ‘Fourseasons Natura e Cultura’, che propone un’escursione di un’ora e mezza attraverso la campagna che circonda il borgo antico. Lungo il percorso aneddoti e curiosità sulle lucciole e sul loro ecosistema, raccontati da una guida che conosce bene la zona nelle sue peculiarità naturalistiche e storiche. E nello stesso giorno il Parco Ittico Paradiso (Lodi) propone una visita guidata negli habitat dei dintorni, luoghi ideali per vedere le lucciole e conoscere dagli esperti del parco segreti e curiosità. Domenica 12 in Cascina Caiella (Pavia) passeggiata nel frutteto che si decora di tante piccole luci al calar della sera.  

L’Oasi Ca’ Granda, evidenziano dalla Fondazione che ha in gestione le terre del Policlinico, presenta un calendario di eventi per tutte le età, per far conoscere questo patrimonio dalla lunga storia. Si punta su itinerari ancora poco conosciuti, esperienze enogastronomiche, spesa a km zero, dai voli in mongolfiera tra il Ticino e l’Adda alle escursioni a piedi o in bici nella natura lungo canali e risorgive, e in mezzo qualche sosta per riscoprire la cucina tradizionale lombarda (le informazioni sono disponibili sul sito www.oasicagranda.it).  

In pochi conoscono il maxi patrimonio donato da tanti benefattori dal lontano 1456 alla Ca’ Granda. Anticamente queste terre portavano risorse a tutti i malati dell’ospedale Maggiore di Milano (cibo per i degenti, legna per il riscaldamento, paglia per i materassi, erbe usate dalla medicina dell’epoca) che, a sua volta, poteva così curare le persone provenienti dalla città e dalla campagna di ogni estrazione sociale, dai nobili ai bisognosi. Questo legame sociale continua anche oggi con le attività della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, creata nel 2015 dal Policlinico di Milano per valorizzare un patrimonio fatto di 8.500 ettari di terreni, 100 cascine, 4 chiese, un’abbazia e un monumento naturale. Gli utili derivanti dalle attività di valorizzazione della Fondazione vengono destinati a progetti di ricerca scientifica, umanizzazione delle cure e tutela dei beni culturali dell’ospedale: 4,2 milioni di euro dal 2016 al 2021.  

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