Un minuto di allenamento può bastare? L’esercizio snack combatte il diabete, lo studio

(Adnkronos) –
Un solo minuto di attività fisica, magari in ufficio, può aiutare le persone affette da diabete tipo 2 a stabilizzare il livello di zuccheri nel sangue. E’ l’indicazione che arriva da un nuovo studio che si concentra sugli ‘esercizi snack’. La ricerca ha coinvolto 31 persone tra uomini e donne affetti dalla patologia: i soggetti hanno svolto 4 brevi sessioni di attività fisica – appunto gli ‘esercizi snack’ – nell’arco di una giornata, al lavoro o a casa, producendo effetti positivi nel controllo della glicemia. 

Lo studio, condotto dal professor Jonathan Little dell’università del British Columbia e pubblicato nelle scorse settimane su Diabetologia, come evidenzia il Washington Post è uno dei primi ad analizzare i risultati prodotti dalle reali micro-sessioni, senza fermarsi alle simulazioni in laboratorio. I ricercatori si sono soffermati anche sull’impatto complessivo dei 4 minuti totali: l’effetto è stato definito “significativo” dal professor Little. 

In passato, altre ricerche hanno acceso i riflettori su brevissime sessioni di attività e sui loro effetti. Tali studi, però, si svolgevano nei laboratori, coinvolgendo soprattutto volontari senza patologie pregresse o studenti. Le condizioni, in sostanza, non rispecchiavano quelle riscontrabili quotidianamente nella vita reale. Il professor Little e i suoi colleghi hanno reclutato 31 adulti – uomini e donne – affetti da diabete tipo 2. Nessuna delle persone arruolate svolgeva attività fisica regolare. Il livello di zuccheri nel sangue è stato monitorato costantemente con appositi dispositivi, che hanno tenuto sotto controllo anche la frequenza cardiaca. 

Quali ‘esercizi snack’ sono stati inseriti nel programma? 

– corsa sul posto 

– squat 

– jumping jack (saltelli con braccia e gambe larghe) 

– passi laterali 

– step up con salita e discesa da un gradino elevato. 

Ogni persona arruolata nello studio ha completato 4 esercizi nell’arco di una giornata, con sessioni singole di almeno un minuto. Secondo i responsabili dello studio, sarebbe opportuno svolgere attività, entro un’ora dopo il pasto, ad un’intensità di livello 7 nella propria scala da 1-10. 

I volontari hanno seguito la tabella per 2 giorni. Poi, per altri 2 giorni non hanno svolto esercizi e non hanno variato il regime alimentare per tutto il periodo. Le analisi sui livelli di zucchero del sangue hanno evidenziato la differenza: risultati migliori nei giorni caratterizzati dagli exercise snack, con picchi glicemici più contenuti e più brevi dopo i pasti. Gli effetti, hanno sottolineato i ricercatori, pur essendo costanti non si sono rivelati di proporzioni rilevanti. Il dato, però, va letto in relazione all’impegno richiesto: tutti i partecipanti hanno definito la routine perfettamente gestibile. 

Questo studio ha esaminato solo gli effetti a breve termine e non mostra se il modello proposto con continuità avrebbe un impatto maggiore o più duraturo sulla glicemia. “Abbiamo dovuto fare delle scelte in qualche modo arbitrarie” riguardo alla durata e al numero delle sessioni, ha evidenziato Little. “Non pensiamo che ci sia nulla di magico in un minuto di esercizio preciso”, o in quattro minuti al giorno. Settanta secondi alla volta – e non sessante – potrebbero essere meglio. Oppure cinque mini-allenamento al giorno e non quattro. “Trovate ciò che funziona per voi”, ha detto il professore. Allo stesso tempo, hanno evidenziato gli esperti, gli esercizi snack non sono concepiti per sostituire un’attività fisica regolare e continuativa. 

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