Eradicazione nutrie, 30 volontari attivi. Borgo Virgilio numeri record con quasi 8mila esemplari rimossi

BORGO VIRGILIO – Con 7.920 esemplari rimossi il Borgo Virgilio si conferma il Comune più attivo e “virtuoso” nella lotta all’eradicazione della nutria. I numeri fatti registrare nel 2025 sono quasi doppi rispetto a quelli del 2024, in cui gli animali catturati erano stati 4.096. Un incremento significativo che si riflette anche a livello provinciale (le catture sono cresciute del 25% rispetto al 2024) ma che potrebbe essere ancora maggiore se si riuscisse a fare ancora di più rete fra i comuni.

I dati e l’importante lavoro dei volontari sono stati presentati questa mattina in comune a Borgo Virgilio dal sindaco, Francesco Aporti , Raffaele De Berti, assessore all’ambiente di Borgo Virgilio, Cristiano Colli, comandante Polizia Provinciale, Massimo Belletti, presidente dell’associazione nazionale Libera Caccia sezione di Borgo Virgilio, Claudio Giova, Gilberto Guerra, Paolo Tralli e Luciano Gandolfi.
“Noi abbiamo una convenzione con la sezione locale della Libera Caccia che coordina gli operatori” – spiega il sindaco, Francesco Aporti – “Il territorio è diviso in zone e in questi anni, hanno maturato una grande esperienza che ha permesso nel 2025 di raggiungere il record di catture. L’operato di questi volontari è preziosissimo perchè riescono ad ottenere dei risultati che nemmeno a livello imprenditoriale riusciremmo ad ottenere“.
“Al di là del fatto che Borgo Virgilio si è confermato il comune che ha visto il maggior numero di eradicazioni – prosegue Aporti – c’è da dire che le nutrie non hanno contezza dei confini amministrativi dei nostri territori, quindi servirebbe un’attività ancora più sistemica fra tutti i comuni. Una “rete” che concorrerebbe ad avere un abbattimento a tappeto, sicuramente più incisivo rispetto a quello che ogni comune può fare singolarmente”.

I NUMERI DEI VOLONTARI E DEL MODELLO DI BORGO VIRGILIO
“Libera Caccia di Borgo Virgilio ha attivi sul territorio del comune 7 volontari, 2-3 anche soci Federcaccia, altri fanno parte di altre associazioni che collaborano con noi permettendoci di arrivare a 30 operatori che operano su Borgo Virgilio, Porto Mantovano e Mantova in convenzione diretta” – precisa Massimo Belletti, presidente dell’Associazione Libera Caccia Borgo Virgilio che prosegue – “Il nostro modello è diventato un fiore all’occhiello dell’associazionismo venatorio e la conferma più tangibile di questo valore è arrivata di recente. Ci siamo candidati ad un bando provinciale, aggiudicandoci un contributo di 80 mila euro. E’ la cartina di tornasole, il certificato di qualità che attesta la bontà del nostro modello e delle nostre best practice che consente di creare un corridoio di controllo in modo da preservare il lavoro fatto nei comuni dove lavoriamo in convenzione perchè se noi “puliamo” e i comuni confinanti non fanno interventi il nostro lavoro viene vanificato”.

Fondamentale il ruolo del contributo che non è solo un riconoscimento economico, ma permette di fare un passo avanti fondamentale: alleggerire i bilanci comunali degli enti per cui operiamo in convenzione. “I nostri operatori – dice Belletti – inizialmente costituiti come gruppo di cacciatori, si sono via via trasformati in una vera e propria “Squadra di Controllo Faunistico Specializzata”, la SCFS”.

PROSSIMO OBIETTIVO: ESTENDERE IL MODELLO AD ALTRI COMUNI
Il modello di Borgo Virgilio è un modello altamente innovativo  – commenta il comandante Polizia Provinciale, Cristiano Colli – ed è stato preso ad esempio anche da Regione Lombardia perchè permette in intervenire in maniera fattiva. L‘allargamento del modello a Porto Mantovano e al Comune di Mantova ha consentito di ottenere nell’immediato dei forti risultati, teniamo presente che nel primo mese di attivazione del progetto sui tre comuni sono state raccolte 1.600 nutrie“.
Da questi numeri nasce l’obiettivo futuro “quello di estendere questo modello ad altri comuni – conclude Colli – saranno soprattutto comuni piccoli, che sono attualmente in difficoltà. La differenza – prosegue Colli – la fa la decisione dell’amministrazione comunale di collaborazione con Provincia e operatori porta ai risultati che si possono vedere”.

L’APPELLO A REGIONE E GOVERNO
L’appello ora è alla Regione e al Governo per nuovi fondi perchè ovviamente aumentando i numeri aumentano anche i costi  “Vorrei portare questo problema sul tavolo del Ministero – conclude Belletti – perchè i piccoli comuni solo con i loro bilanci non possono farcela, per raggiungere questi risultati abbiamo sentinelle che girano per il territorio, h24, seguono i percorsi delle nutrie per capire dove catturarle, la voce che incide di più è quella dello smaltimento e senza contributi non è possibile arrivare alla risoluzione del problema”.