Mantova piange Velleda Coazzoli: dal mito del Club a Belfiore al Papacqua del benessere

MANTOVA – Stamattina Velleda Coazzoli, a 74 anni, “ha lasciato il suo corpo”, come amava dire lei quando parlava del passaggio più grande. Una frase che oggi risuona come un saluto lieve, quasi un sussurro, per una donna che ha attraversato la vita di Mantova lasciando tracce profonde, diverse ma unite da un unico filo: l’attenzione per le persone, per i loro sogni, per il loro bisogno di stare insieme.
Per tanti mantovani, soprattutto per i giovani che hanno vissuto gli anni a cavallo tra la fine degli Ottanta e i Novanta, Velleda è stata prima di tutto un luogo. Un posto reale, fatto di musica, notti lunghe e libertà: il Velleda Club. Nato a Belfiore, vicino allo scalo merci della ferrovia, quel locale aperto insieme a Giorgio Campana portava il suo nome e il suo spirito. Dalla sera fino a notte fonda, tra il 1988 e il 1996, è stato il cuore pulsante della Mantova notturna. Un rifugio e insieme una fucina: lì si facevano le ore piccole, si suonava, si ballava, si parlava di musica e di futuro, si costruivano amicizie destinate a durare una vita.
Per un’intera generazione di ragazzi e ragazze, il Velleda non era solo un luogo di ritrovo dove ascoltare buona musica, ballare e divertirsi: era un simbolo di appartenenza, uno spazio libero in cui sentirsi finalmente se stessi. Un pezzo di giovinezza che ancora oggi, a distanza di decenni, riaffiora nei ricordi con una nostalgia luminosa.

Quando quell’esperienza si concluse, Velleda non smise di essere un punto di riferimento. Semplicemente cambiò linguaggio e passò alla cura, all’ascolto, al benessere della persona. Portò avanti una delle sue grandi passioni diventando insegnante di Shiatsu, collaborando con numerose realtà del territorio. Il 21 marzo 1997 fondò il Centro Culturale Arci Papacqua, inaugurato al Teatro Bibiena con lo spettacolo “Guarire ridendo” di Jacopo Fo. Da allora, per quasi trent’anni, il Papacqua è stato molto più di una sede: un laboratorio di idee, un luogo di incontro, una casa per chi cercava un approccio diverso alla salute e alla vita. Se a Mantova si parla di Shiatsu, di benessere, di Fiera del Broccante, il pensiero corre inevitabilmente a lei. Velleda è stata anche direttrice della sede locale della Scuola Internazionale di Shiatsu-Italia, insegnando Do-In, Auto Shiatsu e Shiatsu base, integrando la pratica con un percorso triennale in Psicosintesi. Il suo modo di intendere il benessere era semplice e rivoluzionario: corpo, mente e spirito come un’unica realtà, interconnessa, da ascoltare e rispettare. Ma il suo impegno non si è mai fermato ai confini delle aule o dei centri culturali. Ha portato il suo sapere nel carcere di Mantova, con uomini e donne, ha collaborato con lo Iom per la formazione sul linguaggio corporeo, con il Centro Diurno Psichiatrico. Ovunque, la stessa attenzione: quella verso la persona, senza etichette, senza distinzioni.

«La ricordiamo per il suo altruismo, per la disponibilità costante e per l’attenzione sincera verso le persone, tutte, senza distinzioni. Buon viaggio, Velleda. E grazie di tutto», scrive il Circolo Arci Papacqua nel messaggio di saluto.
“Velleda Coazzoli era una cara amica alla quale volevo molto bene. Mi mancherà molto. Velleda ha dato tanto a tutti, con generosità e con una tenacia incredibile. Con il circolo Papacqua ha creato un luogo di socialità e crescita individuale vent’anni prima che i temi della sostenibilità e benessere naturale divenissero temi attuali.  Lei e con lei il circolo si sono impegnati per due decenni nel sociale, nel volontariato in carcere, nelle tante iniziative di sensibilizzazione ambientali e sociali. Alla famiglia, al figlio Pietro, ai soci del circolo e all’arci tutta mando un abbraccio fraterno e sincero. Velleda resterà sempre nei nostri cuori.” ha dichiarato invece il sindaco Mattia Palazzi.

La camera ardente di Villeda Coazzoli è stata allestita alla Casa Funeraria Maffioli oggi fino alle 20 e domani dalle 8.30 alle 16.00. Domani alle 15.30 si terrà un momento di preghiera prima di raggiungere il cimitero di Angeli per la cremazione.