CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Sono passati tra anni da quel 20 gennaio 2023, quando Yana Malaiko è stata uccisa dall’ex fidanzato Dumitru Stratan. Dopo undici giorni di ricerche estenuanti, il corpo di Yana fu ritrovato all’interno di un trolley sotterrato lungo una strada di campagna al confine con Lonato del Garda. In quel luogo è presente ancora oggi un memoriale, divenuto spazio di raccoglimento e preghiera per Yana e per tutte le vittime di femminicidio.
Il padre di Yana, Oleksandr, convive quotidianamente con un dolore che non si attenua e continua la sua battaglia per ottenere giustizia piena per la figlia. Una giustizia che, fino ad oggi, non ha visto la condanna all’ergastolo dell’autore del femminicidio.
“Mia figlia è stata uccisa due volte: la prima dalla violenza, la seconda da una sentenza che non restituisce il peso di ciò che è accaduto – ha detto Oleksandr – Io non posso riportarla indietro, ma posso continuare a chiedere giustizia per lei e per tutte le donne che non hanno più voce”.
Per questo motivo, nel prossimo mese di marzo, si terrà la prima udienza d’appello, con l’obiettivo di ricorrere contro una sentenza ritenuta non proporzionata alla gravità del crimine.
IL RUOLO DELL’ASSOCIAZIONE
Da quel dolore immenso è nato un impegno concreto, dopo il ritrovamento di Yana, infatti, Oleksandr ha fortemente voluto trasformare la tragedia in azione fondando, insieme ad amici e professionisti, l’associazione Y.A.N.A. – You Are Not Alone ODV, con l’obiettivo di non lasciare sole le vittime di violenza e intervenire già ai primi segnali di abuso, offrendo ascolto, supporto e orientamento verso percorsi di tutela e giustizia.
“Ogni donna salvata è una vita che mia figlia continua a proteggere. Se anche una sola persona troverà il coraggio di chiedere aiuto grazie a Yana, allora il suo nome non sarà stato pronunciato invano” – aggiunge Oleksandr.
“In questa giornata di memoria – si legge in una nota diffusa dall’ associazione Y.A.N.A. – You Are Not Alone ODV rinnova il proprio impegno e invita chiunque viva una situazione di violenza o pericolo a non rimanere in silenzio, rivolgendosi alle istituzioni, ai centri antiviolenza e alle associazioni presenti sul territorio. Nel ricordo di Yana, una preghiera silenziosa accompagna il suo nome e quello di tutte le donne vittime di violenza. Che la sua storia continui a generare consapevolezza, prevenzione e azioni concrete. Per Yana. Per tutte le donne. Per un futuro senza violenza”.


















