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	<title>Carbone &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>L’Officina del Gaz: un viaggio nella luce, nel calore e nella vita quotidiana dei mantovani</title>
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				<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 15:30:11 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p data-start="389" data-end="1051">MANTOVA &#8211; Da un piccolo stabilimento sorto nel 1864 in sinistra Mincio, davanti a Porto Catena, prese avvio una delle più lunghe e significative avventure industriali della città: quella dell’illuminazione pubblica. Da quell’Officina dei Riedinger – gli imprenditori tedeschi che portarono a Mantova il gas illuminante – partì infatti la storia di quella che nel 1908 sarebbe diventata l’Azienda Municipalizzata del Gas e, quarant’anni dopo, l’Azienda Autonoma Municipalizzata Gas-Acqua. Nel 1973 nacque l’Azienda Servizi Municipalizzati, fino all’approdo, nel 1998, al Gruppo Tea. Una linea ininterrotta che collega il passato alla contemporaneità energetica della città. <img class=" wp-image-609682 alignleft" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/palo-luce-a-gas-174x300.png" alt="" width="155" height="267" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/palo-luce-a-gas-174x300.png 174w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/palo-luce-a-gas-243x420.png 243w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/palo-luce-a-gas.png 362w" sizes="(max-width: 155px) 100vw, 155px" />Ed è proprio a quell’Officina e al mondo che la circondava che il Gruppo Tea dedica il nuovo volume <strong data-start="1153" data-end="1215">“L’Officina del Gaz. Storie mantovane di luce cibo calore”</strong>, in presentazione <strong data-start="1234" data-end="1268">sabato 13 dicembre alle ore 17</strong> – giorno di Santa Lucia – al <strong data-start="1295" data-end="1329">Teatro Bibiena</strong>.</p>
<p data-start="1053" data-end="1527">Il libro, come ricorda Tea, rappresenta una sorta di “secondo capitolo” dopo il successo de <strong data-start="1425" data-end="1479">“L’Acqua di Mantova – Fontane fontanini fontanoni”</strong>, presentato a Palazzo Te il 1° aprile scorso. Stavolta il giornalista e scrittore <strong data-start="1565" data-end="1585">Stefano Scansani</strong> accompagna il lettore attraverso una storia sociale, economica e artistica della città, osservata “a ritroso e in avanti” lungo la rete del gas: un pretesto narrativo per tornare a setacciare particolari inediti di un passato silenzioso ma decisivo, seguendo il ritmo dell’energia e del progresso. Dai fanali a olio all’anima del carbone che sollevò Mantova dalle tenebre; dalle stufe economiche ai moderni piani a induzione che hanno rivoluzionato cucina e abitudini alimentari; dalla “padlìna” del prete scalda-letti al teleriscaldamento.</p>
<h3 data-start="2135" data-end="2203"><strong data-start="2139" data-end="2203">Quando la città si accese: l’arrivo dell’illuminazione a gas</strong></h3>
<p data-start="2205" data-end="2657">Nel XIX secolo, con l’introduzione dell’illuminazione a gas, Mantova – come molte città europee – entrò in una nuova era. La combustione di una miscela gassosa produceva una luce più intensa, stabile e moderna rispetto alle lampade a olio. In Italia la vera diffusione iniziò negli anni Trenta dell’Ottocento e presto il sistema raggiunse non solo le vie pubbliche, ma anche gli interni domestici, trasformando sicurezza, abitudini e vivibilità urbana. <img class=" wp-image-609627 alignleft" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/luminario-212x300.png" alt="" width="169" height="239" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/luminario-212x300.png 212w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/luminario.png 297w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" />Con la luce nacque anche una nuova figura: <strong data-start="2702" data-end="2719">il lampionaio</strong>, incaricato quotidianamente di accendere, governare (<em data-start="2773" data-end="2783">impizzar</em>) e spegnere i fanali a gas, oltre a pulire vetri e valvole.<br data-start="2843" data-end="2846" />Vestito con blusa turchina, sopravveste e berretto municipale, girava la città con una lunga pertica dotata di lampada d’accensione. <br data-start="3076" data-end="3079" />Un mestiere inserito nella vita serale e notturna della città insieme ai panettieri, ai tipografi e alle forze dell’ordine. Scansani ricostruisce con accuratezza la loro divisa, gli strumenti, l’organizzazione in reparti e la loro attività quotidiana, fino al <strong data-start="3359" data-end="3377">28 giugno 1919</strong>, quando l’elettrificazione rese superflua l’antica figura del lampionaio. Fu la fine di un mestiere e l’inizio di una nuova modernità.</p>
<h3 data-start="3519" data-end="3598"><strong data-start="3522" data-end="3598">La “stufa economica”: la tuttotfare delle case mantovane</strong></h3>
<p data-start="3600" data-end="3772">Il libro dedica anche un capitolo dettagliato e suggestivo a un altro grande simbolo della vita quotidiana: <strong data-start="3749" data-end="3771">la stufa economica</strong>. Lontana dall’essere un semplice elettrodomestico ante litteram, la stufa economica era un apparecchio massiccio – circa 150 chili – ma straordinariamente versatile e “parca” nell’uso delle risorse. Era detta “economica” perché permetteva, con un unico strumento, di svolgere una lunga serie di funzioni: cucinare (bollire, friggere, grigliare, arrostire); scaldare la casa; cuocere nel forno; riscaldare acqua in continuazione; asciugare i panni, profumare gli ambienti con bucce d’agrumi, produrre braci e ceneri utili per orti, bucato e pulizie.</p>
<p data-start="4351" data-end="4690">Dalle prime versioni ottocentesche fino ai celebri modelli <strong data-start="4410" data-end="4420">Zoppas</strong> diffusi dal 1925,<strong> la stufa era un centro vitale della casa: dotata di piastra superiore in ghisa con cerchi estraibili, forno che raggiungeva i 350 gradi,</strong> caldéra sempre bollente, vano scaldavivande e un complesso sistema di canne fumarie che riscaldavano gli ambienti.</p>
<figure id="attachment_609628" aria-describedby="caption-attachment-609628" style="width: 181px" class="wp-caption alignright"><img class=" wp-image-609628" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/stufa-economica-librto-gas-200x300.png" alt="" width="181" height="272" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/stufa-economica-librto-gas-200x300.png 200w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/stufa-economica-librto-gas-279x420.png 279w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/stufa-economica-librto-gas.png 521w" sizes="(max-width: 181px) 100vw, 181px" /><figcaption id="caption-attachment-609628" class="wp-caption-text">Dal libro &#8220;L&#8217;Officina del Gaz&#8221;</figcaption></figure>
<p data-start="4351" data-end="4690"><strong>Intorno ad essa si svolgeva la vita familiare, fatta di odori, vapore, braci, utensili irrinunciabili come lo zampino, la pinza, l’attizzatore, la paletta e la</strong> <strong data-start="4852" data-end="4862">moièta</strong>. I bambini, tenuti a distanza, osservavano con un misto di timore e meraviglia le vampe improvvise che si sprigionavano aprendo il portello del fuoco. <strong>La cenere aveva mille usi</strong> – fertilizzante, regolatore del vino cotto, ingrediente per la <em data-start="5104" data-end="5112">liscia</em> (il tradizionale ranno) – mentre le braci finivano negli scaldini per riscaldare i letti nelle notti più gelide. Non mancavano credenze e gesti apotropaici: durante i temporali, ad esempio, paletta e mòla venivano posti a terra incrociati come protezione. La diffusione della stufa economica fu così vasta che diversi artigiani locali brevettarono modelli innovativi, come attestano i documenti degli anni Cinquanta relativi alle aziende Catellani di Pegognaga e Marocchi &amp; C. di Suzzara.</p>
<h3 data-start="5015" data-end="5370"><strong>La presentazione-evento del libro </strong></h3>
<p data-start="5015" data-end="5370">La presentazione del libro, edito da<strong> Tre Lune e corredato con le fotografie di Gian Maria Pontiroli,</strong> sarà un evento congegnato in forma dinamica, quasi uno spettacolo. Oltre all’intervento dell’autore, i saluti istituzionali e l’introduzione del presidente del gruppo Tea Enrico Voceri, sono previsti: la proiezione del video di <strong>Gian Maria Pontiroli. l</strong>etture di frammenti del testo da parte di <strong>Bruna Matoti, </strong>il concerto (in collaborazione con Oficina Ocm) “Presto con fuoco” del pianista <strong>Alessandro Stella</strong> con musiche di Edvard Grieg, Claude Debussy, Manuel de Falla.La partecipazione è libera e gratuita sino all’esaurimento dei posti. Per informazioni: <a href="mailto:relazioni.esterne@teaspa.it">relazioni.esterne@teaspa.it</a></p>
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		<title>Cinema, a Mantova le multisala restano chiuse. Riaprono Carbone e Mignon. L&#8217;Ariston ripartirà a maggio</title>
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				<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 19:21:44 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Da oggi i cinema in zona gialla possono riaprire ma per molti mantovani l&#8217;appuntamento con il grande schermo è rimandato visto che solo il Carbone è tornato in attività oggi. e mercoledì lo farà il Mignon. Le grandi multisala rimangono chiuse e a spiegare il perchè è Paolo Protti, titolare della multisala Cinecity [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Da oggi i cinema in zona gialla possono riaprire ma per molti mantovani l&#8217;appuntamento con il grande schermo è rimandato visto che solo il Carbone è tornato in attività oggi. e mercoledì lo farà il Mignon.<br />
Le grandi multisala rimangono chiuse e a spiegare il perchè è Paolo Protti, titolare della multisala Cinecity al Boma e dell&#8217;Ariston in centro città. &#8220;Non ci sono le condizioni per riaprire, abbiamo bisogno di una programmazione e questa non può esserci con il via libera arrivato solo tre giorni prima dalla potenziale riapertura&#8221; dichiara Protti secondo il quale le criticità sono molteplici. &#8220;Innanzitutto abbiamo bisogno di film nuovi e non solo di quelli già accessibili sulle piattaforme. Non c&#8217;è prodotto importante per il pubblico che frequenta di solito le multisala quindi dobbiamo aspettare per forza. Inoltre ritengo che, nonostante le sale siano sicure, se aspettiamo un poco diamo modo alla campagna vaccinale di ampliarsi e, di conseguenza, può aumentare ulteriormente il livello di sicurezza&#8221; spiega Protti.<br />
Altra criticità il coprifuoco: dover essere a casa alle 22 significa programmare l&#8217;ultima programmazione al massimo alle 19,30 e questo crea non poche difficoltà.<br />
Un po&#8217; diverso è il discorso per l&#8217;Ariston, &#8220;con un pubblico differente &#8211; dice Protti &#8211; solitamente più cittadino rispetto a quello del Cinecity, e con abitudini che più possono collimare con le attuali disposizioni. Qui dobbiamo recuperare anche le proiezioni del Circolo del cinema, quindi credo che tra il 5 e il 12 maggio possiamo riaprire&#8221;.<br />
&#8220;In ogni caso sarebbe stato meglio se il Governo avesse fatto un calendario riguardante il possibile allentamento del coprifuoco perchè abbiamo bisogno di programmazione&#8221;. Obiettivo per una possibile riaperture del Cinecity? &#8220;Vediamo per metà giugno ma dipende da molti fattori&#8221; conclude il titolare della multisala.<br />
La situazione descritta da Protti è comunque comune a tutt&#8217;Italia dove oggi ha riaperto un cinema su dieci.<br />
&#8220;Sono circa 120 su 1.400 i cinema italiani in zona gialla che hanno riaperto, pari al 15 per cento delle strutture, (in zona arancione e rossa le sale devono restare chiuse). Lo ha detto  all&#8217;Agi Simone Gialdini, direttore generale dell&#8217;Anec (associazione nazionale esercenti cinema) che dichiara: &#8220;Le condizioni di riapertura sono insostenibili&#8221; spiega, elencando il coprifuoco alle 22, il divieto di  vendere popcorn e affini e, soprattutto, il fatto che, con la riapertura annunciata solo una decina di giorni fa, &#8220;non ci sono molti film da portare in sala, la programmazione delle uscite richiede circa quattro/cinque settimane&#8221;.</p>
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		<title>A Mantova dal 5 all&#8217;8 ottobre la XX edizione degli Incontri del Cinema d&#8217;Essai. Protti: &#8220;Un segnale importante per la città&#8221;</title>
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				<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 12:54:23 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Ventidue anteprime, dodici dedicate esclusivamente ai mantovani, trailer, incontri con i protagonisti del cinema, i premi alle eccellenze del cinema italiano e molti appuntamenti aperti al pubblico. È il ricco programma della XX edizione degli Incontri del Cinema d’Essai, in programma per il dodicesimo anno consecutivo a Mantova, dal 5 all’8 ottobre. Un’edizione [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; <strong>Ventidue anteprime, dodici dedicate esclusivamente ai mantovani, trailer, incontri con i protagonisti del cinema, i premi alle eccellenze del cinema italiano e molti appuntamenti aperti al pubblico.</strong><br />
È il ricco programma della <strong>XX edizione degli Incontri del Cinema d’Essai, in programma per il dodicesimo anno consecutivo a Mantova, dal 5 all’8 ottobre.<br />
</strong>Un’edizione fortemente voluta dagli organizzatori, nonostante le difficoltà causate dall’emergenza Covid, che si <strong>svolgerà nel pieno rispetto dei  protocolli di sicurezza e delle regole di prevenzione e distanziamento.</strong> <strong>E&#8217; la prima manifestazione che si svolge al chiuso a Mantova dopo il lockdown</strong> ed è anche l&#8217;occasione per vedere l&#8217;arrivo nel capoluogo di molte persone che possono quindi dare una boccata d&#8217;ossigeno all&#8217;economia della città.<br />
Inoltre, dal 6 al 14 ottobre, gli esercenti accreditati potranno visionare un’ampia selezione di anteprime e i trailer sulla piattaforma streaming fice.daviddidonatello.it<br />
La manifestazione, promossa dalla <strong>FICE, Federazione Italiana Cinema d’Essai,</strong> è stata presentata oggi in Comune a Mantova alla presenza del sindaco <strong>Mattia Palazzi,</strong> del presidente FICE <strong>Domenico Dinoia,</strong> e di <strong>Paolo Protti,</strong> titolare della multisala Ariston, tra le sedi della rassegna, e Presidente MEDIA Salles.<br />
Tra gli artisti che hanno già confermato la loro presenza a Mantova: Ferzan Ozpetek, Sergio Castellitto, Elio Germano, Giorgio Diritti, Elisabetta Sgarbi, Sara Serraiocco, Antonio Pisu, Lodovico Guenzi, Matteo Gatta, Jacopo Costantini, Maura Delpero, Uberto Pasolini, Gianluca Jodice, gli Extraliscio, Ambrogio Crespi. Alcuni di questi riceveranno (mercoledì 7 ottobre al Teatro Bibiena) i<strong> Premi FICE per un anno di cinema d’essai, consegnato ai registi, attori e professionisti italiani dei film più apprezzati,</strong> in una serata condotta dal giornalista Maurizio Di Rienzo.<br />
Tra le anteprime in programma, di cui una a sorpresa, spiccano NOMADLAND di Chloe Zhao con Frances McDormand (Leone d’Oro a Venezia), IL CATTIVO POETA di Gianluca Jodice con Sergio Castellitto (alla presenza del regista e del protagonista), THE DUKE di Roger Michell con Helen Mirren e Jim Broadbent, NOWHERE SPECIAL di Uberto Pasolini (alla presenza del regista).<br />
Del <strong>ricco gruppo di anteprime fanno parte inoltre NUEVO ORDEN di Michel Franco (Leone d’Argento a Venezia,</strong> proiezione di apertura all’Ariston per il pubblico cittadino), tre titoli selezionati da Cannes come ANOTHER ROUND di Thomas Vinterberg, UN TRIOMPHE di Emmanuel Courcol, GAGARINE di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, e ancora LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO di Marco Mario De Notaris con Stefania Sandrelli, GLASSBOY di Samuele Rossi, il polacco CORPUS CHRISTI di Jan Komasa (Candidato all’Oscar per il film straniero).<br />
<strong>Non mancheranno poi le anteprime (tutte gratuite) aperte alla città di Mantova.</strong> Oltre a NUEVO ORDEN, infatti, sono in programma EXTRALISCIO PUNK DA BALERA di Elisabetta Sgarbi con Ermanno Cavazzoni e la band romagnola (alla presenza dell’autrice e degli interpreti), EST &#8211; DITTATURA LAST MINUTE di Antonio Pisu con Lodovico Guenzi, Matteo Gatta e Jacopo Costantini (alla presenza di regista e interpreti), MATERNAL di Maura Delpero (presente alla proiezione), UN CONFINE INCERTO di Isabella Sandri con Valeria Golino, 2040: SALVIAMO IL PIANETA di e con Damon Gameau, HASTA LA VISTA di Geoffrey Enthoven con Tom Audenaart, A VISO APERTO di Ambrogio Crespi (alla presenza del regista), SAMP di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, X&amp;Y &#8211; NELLA MENTE DI ANNA di Anna Odell.<br />
Sede centrale della manifestazione la <strong>Multisala Ariston, cui si affiancheranno per alcuni eventi il Cinema Mignon e il Cinema del Carbone.</strong><br />
Alla riuscita degli Incontri contribuiscono il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo-Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, la Regione Lombardia, il Comune di Mantova, l’Accademia del Cinema Italiano-Premi David di Donatello.<br />
Il programma è consultabile sul sito <a href="http://www.fice.it">www.fice.it</a>.</p>
<p>NEL VIDEO L&#8217;INTERVISTA A <strong>PAOLO PROTTI,</strong> TITOLARE MULTISALA ARISTON E PRESIDENTE MEDIA SALLES</p>
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