GRAZIE (CURTATONE) – Non più una, bensì due intere notti per assistere alla nascita delle opere e una innovazione tecnica destinata a migliorare la qualità artistica dei dipinti. Il 52° Incontro Nazionale dei Madonnari, evento simbolo dell’Antichissima Fiera delle Grazie, si presenta con due importanti novità che segnano un’evoluzione significativa di una tradizione che da oltre mezzo secolo richiama artisti del gessetto e visitatori da tutto il mondo.
La durata dell’Incontro. Per la prima volta nella storia dell’Incontro Nazionale dei Madonnari, gli artisti inizieranno a lavorare già giovedì 13 agosto, subito dopo la tradizionale benedizione dei gessetti prevista alle ore 18, proseguendo fino al pomeriggio di sabato 15 agosto. Significa che saranno due, e non più una soltanto, le notti dedicate alla realizzazione delle opere: quella tra il 13 e il 14 agosto e quella tra il 14 e il 15 agosto. Una scelta fortemente voluta dall’Amministrazione comunale di Curtatone che offrirà al pubblico un tempo molto più ampio per osservare dal vivo il processo creativo, trasformando il sagrato del Santuario in un grande atelier a cielo aperto. Per i visitatori sarà l’occasione di assistere alla lenta trasformazione dell’asfalto in una galleria d’arte, seguendo passo dopo passo la nascita delle immagini. Per gli artisti, invece, la nuova organizzazione consentirà di lavorare più a lungo nelle ore serali e notturne, quando le temperature sono generalmente più favorevoli rispetto alle ore più calde della giornata, migliorando così le condizioni di lavoro senza modificare l’identità della manifestazione.
La tecnica. Per la prima volta il sagrato sarà preparato con uno speciale trattamento superficiale ispirato agli studi del maestro madonnaro americano Kurt Wenner, considerato uno dei maggiori innovatori contemporanei di street painting. Mescolando una pasta bituminosa con semplice sapone di Marsiglia e colla da parati, è infatti possibile realizzare una base che rende il fondo più compatto e omogeneo, consentendo una migliore resa dei pastelli e una stesura pittorica più luminosa. L’innovazione non rappresenta soltanto un miglioramento pratico, ma testimonia come questa arte continui ad evolversi. Gli studi di Kurt Wenner sui materiali non sono una novità e grazie a Paola Artoni, direttrice del Museo dei Madonnari, e allo storico dell’arte Paolo Bertelli, questi temi saranno trattati anche nel corso di un convegno internazionale AIC che è previsto a Firenze dal 3 al 4 settembre.
A fare da filo conduttore dell’edizione 2026 sarà il tema “Il messaggio di San Francesco nei colori dei Madonnari”, già presentato insieme all’immagine ufficiale firmata dalla maestra madonnara bergamasca Giulia Monzani, vincitrice dell’edizione 2025. Nell’opera, San Francesco rivolge lo sguardo alla Vergine delle Grazie mentre tiene tra le mani i gessetti dei Madonnari, creando un ideale passaggio tra il messaggio francescano e l’arte che ogni Ferragosto prende vita sul sagrato del Santuario. Attorno ai protagonisti trovano spazio il fiore di loto, simbolo identitario del territorio, gli elementi naturali del Parco del Mincio e un airone che richiama la celebre Predica agli uccelli, reinterpretata nel paesaggio di Grazie. Sullo sfondo emerge il profilo del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, luogo profondamente legato alla tradizione francescana e da oltre cinquant’anni scenario del più importante incontro internazionale dedicato ai Madonnari.
Con artisti provenienti da numerosi Paesi – oltre il 20% dei partecipanti delle ultime edizioni arriva dall’estero – Grazie conferma la propria vocazione internazionale e il ruolo di punto di riferimento mondiale dell’arte madonnara. Una forma di street art sacra, popolare ed effimera che nasce sulla strada, dialoga con il pubblico ed è destinata a scomparire con il tempo, conservando intatto il proprio valore simbolico e un segno duraturo nella memoria di chi la osserva.


















