Covid, Codogno 2 anni dopo cerca la normalità

(Adnkronos) –
Due anni dopo il primo caso di Covid in Italia Codogno prova a tornare alla normalità. Il comune in provincia di Lodi, simbolo della prima ondata del coronavirus e della prima zona rossa istituita in Italia, porta ancora addosso la paura della pandemia ma anche la voglia di tornare a vivere. La vigilia del secondo anniversario dell’epidemia di Covid in Italia, partita proprio da Codogno, inizia con una giornata nebbiosa. Il cielo poi si apre e lascia filtrare qualche raggio di sole. In strada, però, la grande maggioranza delle persone indossa ancora la mascherina, nonostante la fine dell’obbligo di portarla all’aperto. “Io la metto lo stesso -dice una signora in piazza Cairoli, che oggi ospita il mercato- abbiamo avuto tanta paura qui e di certo non voglio tornare a chiudermi in casa”. 

E’ il 21 febbraio 2020 quando Codogno, poco meno di 16mila abitanti nel Basso Lodigiano, si sveglia con le telecamere puntate addosso. La notte prima Mattia Maestri, 38 anni, sportivo, manager, da qualche giorno ricoverato in ospedale, è il primo paziente italiano certificato positivo al coronavirus. Dopo poche ore il pronto soccorso viene sigillato e poi chiuso. Il Comune chiude bar e ristoranti e in meno di 72 ore Codogno viene isolata, con l’esercito a circondarla. Ma a Codogno si registra solo il primo caso noto, perché il coronavirus si diffonde a macchia d’olio in tutto il Lodigiano: Casalpusterlengo, Castiglione d’Adda, Fombio, Lodi. Per contenere l’epidemia il governo istituisce le prime zone rosse. Poi è l’Italia intera a chiudersi in lockdown. Ma il tributo che paga Codogno è alto: solo a marzo 2020 nel paese si contano 156 morti, contro la media di una quarantina dello stesso mese degli anni precedenti.  

Con la primavera il numero di casi cala, per poi riprendere a novembre: è la seconda ondata. Codogno e il resto del Paese finiscono nuovamente in zona rossa. Con il vaccino a inizio 2021 inizia una nuova speranza e la terza e la quarta ondata sono più leggere. Codogno è di nuovo in prima fila e si segnala come uno dei Comuni più virtuosi in Italia sul fronte dei vaccini: il 93% di prime dosi e oltre il 70% di booster.  

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