Fontanini (Aoup): “In cancro polmone fondamentale diagnosi molecolare”

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Nella lotta al cancro, sulla diagnosi molecolare Ngs (Next generation sequencing) “non possiamo più prescindere. Dobbiamo dare dei nomi alle neoplasie, ma anche una serie di informazioni”. Nel caso del tumore al polmone “non solo per predire la risposta al trattamento della malattia avanzata, che è ancora il 60-70% dei casi, ma anche per capire le modalità di intervento, le procedure. La Tac rileva infatti noduli già presenti. Noi dobbiamo essere in grado, per uno screening davvero utile, di identificare biomarcatori, cellule o Dna tumorale circolante. Questo è un obiettivo importante”. Lo spiega Gabriella Fontanini, professore ordinario presso il Dipartimento di Patologia chirurgica, medica molecolare e dell’Area critica dell’Università di Pisa e direttore del Centro clinico toracico dell’Aoup, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del documento operativo di indirizzo politico (Policy brief) per garantire il diritto alla salute dei pazienti con tumore al polmone. Un evento organizzato da FB & Associati, che ha coinvolto i massimi esperti e le realtà più rappresentative del settore ed è stato realizzato con il contributo non condizionante di Pfizer. 

“A Pisa – sottolinea Fontanini – abbiamo il centro con anche l’ambulatorio dedicato per il nodulo polmonare e abbiamo dato un contributo per un esempio di struttura con cui le amministrazioni si devono confrontare. Negli ultimi 15 anni si è trasformata completamente l’attività dei laboratori diagnostici, anatomo-patologici. Fino al 2004, quando sono state individuate le caratteristiche molecolari dei tumori, si poteva fare molto poco. Oggi, con molta fatica, abbiamo fatto comprendere la necessità della definizione dei tumori nella loro eterogeneità. Il tumore nell’uomo è più frequente, ma è diverso rispetto a quello delle donne. Anche tra fumatori e non fumatori ci sono differenze. Dobbiamo farci carico sapendo che non solo i forti fumatori hanno bisogno di screening: spesso sono donne non fumatrici a sviluppare il tumore e in un’età più giovane degli uomini”. 

“La caratterizzazione molecolare – osserva la specialista – è considerato un ambito di ricerca e non caricato sul servizio sanitario: non è così. I tumori del polmone devono essere rigorosamente definiti per una finalità diagnostica, prognostica e terapeutica. Abbiamo bisogno di laboratori che funzionino nel territorio con analisi di primo livello e di identificare laboratori che devono essere messi nelle condizioni di lavorare per approfondire analisi molecolari Ngs in seconda battuta, nel caso in cui ci sia necessità”. 

Dal punto di vista organizzativo, “le regioni con le reti oncologiche sono poche e i Molecular tumor board, che devono essere regionali, non aziendali – precisa Fontanini – sono da definire rigorosamente. Le istituzioni devono farsene carico, non solo a parole. Tocco con mano la situazione dei Livelli essenziali di assistenza e dei nomenclatori tariffari non adeguati e che per adeguarsi ci mettono anni. Noi non abbiamo questo tempo. Da un giorno all’altro l’approccio diagnostico cambia e cambia anche l’approccio terapeutico”.  

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