Sparatoria in una università di Las Vegas, tre morti

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Sono tre i morti nella sparatoria all’Università del Nevada a Las Vegas (UNLV), un’altra in condizioni critiche. Morto anche il killer, ha dichiarato mercoledì la polizia di Las Vegas. Il vicepresidente dei servizi di sicurezza pubblica dell’UNLV, Adam Garcia, ha dichiarato che gli agenti hanno “colpito” il tiratore, che è stato poi trovato “deceduto”. L’allarme nell’ateneo è scattato attorno alle 11.30 ora locale, le 20.30 in Italia, nella Beam Hall, edificio che ospita la facoltà di economia. 

Nel giro di pochi minuti dal primo sparo, gli agenti della polizia di Las Vegas hanno sparato contro il tiratore, hanno dichiarato le fonti. Dopo essere intervenuti, hanno scoperto che il sospetto era morto. 

Jason Whipple Kelly, studente al secondo anno di legge all’UNLV, stava entrando nel campus per sostenere un esame finale quando alle 11:51 ha ricevuto un SMS dall’università. “La polizia universitaria sta rispondendo a una segnalazione di spari in BEH (Beam Hall, ndr), evacuare in un’area sicura, correre-nascondersi-combattere”, si leggeva. Non appena ha letto il messaggio, le sirene hanno iniziato a suonare e ha visto la polizia correre nel campus. 

La sparatoria arriva più di sei anni dopo che un uomo armato ha aperto il fuoco al festival musicale Route 91 dalla sua stanza d’albergo al Mandalay Bay, uccidendo 59 persone e ferendone più di 400 prima di rivolgere l’arma contro se stesso. Questa settimana sono stati arrestati due studenti della Redondo Union High School di Redondo Beach, in California. I funzionari affermano che gli studenti hanno portato armi da fuoco cariche nel campus in due situazioni distinte. 

Al 26 ottobre, dopo il duplice attacco in Maine in cui sono morte 16 persone e decine sono state ferite, le sparatorie di massa negli Usa da inizio anno erano 565. La statistica è del Gun Violence Archive, che definisce sparatorie di massa quelle in cui almeno 4 persone rimangono uccise o vengono ferite. Dall’inizio dell’anno sono state invece 31 le sparatorie con un numero di vittime superiori a 4. La più sanguinosa delle sparatorie di masse di quest’anno è avvenuta lo scorso gennaio a Monterey Park, in California, dove 11 persone sono state uccise ed altre 10 ferite mentre festeggiavano il capodanno cinese. 

I dati dell’Archive hanno registrato negli ultimi 3 anni i numeri più alti di episodi di violenza: 645 nel 2022, 688 nel 2021 e il 610 nel 2020. Finora quest’anno sono 15.500 le persone negli Usa che hanno perso la vita in incidenti che hanno coinvolto armi da fuoco, esclusi i suicidi. E tra questi si annoverano 246 bambini sotto gli 11 anni e 1100 adolescenti tra i 12 e i 17 anni. 

Secondo il rapporto di un’altra organizzazione, la Kaiser Family Foundation, quasi un americano adulto su cinque ha avuto un familiare ucciso con un’arma da fuoco, compresi i suicidi. La stessa percentuale di adulti è stata almeno una volta minacciata con un’arma e circa un adulto su sei ha assistito ad una sparatoria. 

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