MANTOVA – Una cinquantina di animalisti si sono radunati questa mattina davanti alla sede di Ats Val Padana per manifestare chiedendo il licenziamento di un veterinario che nel novembre scorso, all’interno di un allevamento di anatre colpite dall’influenza aviaria, avrebbe abbattuto quelle sopravvissute al gas colpendole a bastonate. La notizia era stata data da Giulia Innocenzi nella trasmissione “Report” andata in onda ai primi di febbraio.
L’accusa per l’attivista Enrico Rizzi che capitanava la protesta di questa mattina è quella di “torture e maltrattamenti sugli animali negli allevamenti da parte del veterinario pubblico, pagato con i soldi dei cittadini per tutelarli, non per farli soffrire”.
Rizzi, con il megafono ha ribadito le motivazioni della protesta denunciando “mi aspettavo che qualcuno di Ats si affacciasse al cancello, e invece nulla, nessuna risposta, se i cittadini chiedono qualcosa sarebbe corretto che le istituzioni rispondessero”.
Ma Rizzi non se la prende solo con Ats, sulla sua pagina social manifesta il suo disappunto anche contro le associazioni animaliste nazionali e della Lombardia.
“Stamattina sapete cosa ho trovato? – dice – il nulla. Neanche un’associazione presente, neanche una che abbia avuto il coraggio di metterci la faccia.
Tutti bravi a fare comunicati indignati, tutti pronti a postare cuoricini e faccine arrabbiate, a chiedere di lasciare la casa nel testamento, a mandare bollettini postali, ma quando c’è da scendere in strada, esporsi davvero e pretendere giustizia… spariscono.
Questo non è attivismo. È ipocrisia”.
Rizzi conclude ringraziando le 50 persone che oggi hanno deciso di stare al suo fianco, anche prendendosi dei permessi dal lavoro. “Perché gli animali – conclude – non hanno bisogno di chi fa rumore solo sui social. Hanno bisogno di chi combatte davvero, a costo di tutto”.
















