Badalucco si ricandida a consigliere con Zancuoghi: “cambio di passo su sicurezza e viabilità”

MANTOVA – Cambiare Mantova, partendo da tematiche molto sentite dai cittadini quali la sicurezza, la viabilità e le politiche sociali. Sono i cavalli di battaglia di Catia Badalucco, che di legislature, come Consigliere comunale, ne ha già tre alle spalle: in maggioranza ai tempi di Nicola Sodano, e poi negli ultimi otto anni tra i banchi dell’opposizione. Adesso una nuova avventura, a sostegno del centrodestra e di Raffaele Zancuoghi.

Partiamo dal suo mandato di consigliere comunale nell’ultima legislatura: quali sono i temi principali che ha seguito, e le “battaglie” che ha portato avanti?
“Ho sempre dedicato una particolare attenzione alla sicurezza della città. Sia in merito agli atti contrari all’ordine pubblico e alla pacifica convivenza civile che purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, sono assai frequenti sia in centro che in periferia che relativamente alle condizioni della città, della vivibilità del suo territorio, della manutenzione delle sue strade e in generale di tutte le sue infrastrutture. Ho poi dedicato molta attenzione alle politiche sociali, in particolare a quelle rivolte a persone con disabilità e agli anziani. Sono da molti anni volontaria di un’associazione che dedica le proprie progettualità al sostegno ed alle politiche inclusive rivolte a ragazzi con disabilità. Occorre fare ancora molta strada perché la nostra realtà sia veramente inclusiva e permetta a giovani con difficoltà di essere e sentirsi parte integrante del tessuto cittadino”.

A suo giudizio, quali sono le problematiche che i mantovani sentono maggiormente, e che in questi anni non sono state adeguatamente trattate o risolte?
“Senza ombra di dubbio la sicurezza. La microcriminalità è stata colpevolmente trascurata dall’attuale Amministrazione, ma i cittadini e le famiglie che ne sono stati colpiti non trascurano l’importanza del tema. L’insicurezza ormai si avverte ovunque: dal centro alla periferia e ormai i cittadini si rassegnano a non uscire la sera qualora siano soli, oppure avanti con gli anni. Una situazione di vera ingiustizia che la nostra Mantova mai avrebbe creduto di dover conoscere e affrontare. Il pericolo è quello della deriva, di dover diventare come le metropoli. Eppure, la nostra relativamente piccola realtà, avrebbe meritato politiche più attente ai suoi cittadini”.

Che cosa la spinge a ricandidarsi come consigliere?
“Ho servito la città per tanti anni, conosciuto persone e realtà straordinarie, fatto parte di progetti a dir poco esaltanti, sia in maggioranza che, per otto anni, in opposizione. Non mi sono mai arresa difronte a quelle che, non solo io, ritengo delle ingiustizie che impediscono a molte famiglie di avere una vita tranquilla proprio a casa loro. Voglio quindi mettermi a disposizione ancora una volta della mia cara città per contribuire, per tutto quello che posso, a dare risposta a chi ne ha bisogno”.

Quale valore aggiunto per la città ritiene che possa portare la coalizione guidata da Raffaele Zancuoghi?
“Il rinnovamento. La nostra città da decenni, a parte una breve parentesi, è sempre stata soggetta a un’unica tendenza di pensiero, a un sistema consolidato, quasi impossibile da penetrare che non rende partecipe la città ma solo chi condivide una certa linea di pensiero. I cittadini lo sanno bene. Occorre, dunque, cambiare prospettiva, guardare con occhio diverso a chi ha bisogno a prescindere delle appartenenze partitiche, a chi vuole intraprendere nuove attività, rivitalizzare il centro e i quartieri ormai desertici e dipendenti dai pochi eventi organizzati, anche quelli all’interno di una cerchia ristretta. La novità e la discontinuità potranno fare solo bene alla nostra città”.

Se dovesse riassumere le sue priorità per Mantova in tre parole, quali sarebbero?
“Come detto sicurezza: impegno dei vigili urbani per le loro mansioni e non per compiti d’ufficio, controllo costante nel territorio e non solo per elevare contravvenzioni nel periodo preelettorale, visto che negli altri quattro anni non si era visto nessuno a presidiare il territorio! Vigili urbani, insomma a contatto coi cittadini per aiutarli ad essere sicuri, cosa che attualmente non esiste.
La viabilità. In decenni il centrosinistra non solo non ha mai fatto niente per la viabilità ma, se possibile, ha peggiorato la situazione: basti pensare alla storia infinita del sottopassaggio presso la stazione ferroviaria di cui tutti non solo si chiedono l’utilità, ma quando verrà terminato e quanto costerà alla collettività a prescindere dalle fonti di finanziamento che sono sempre pubbliche. Nonostante i progetti e le promesse siamo ancora una città senza sistema tangenziale, dove i camion, nonostante tutto, passano per largo Pradella, per non parlare di Valletti Valsecchi. Siamo in un ritardo abissale nei confronti delle altre città lombarde di dimensioni simili alla nostra e, di questo passo, non si intravede nessuna prospettiva di miglioramento. Il percorso costruito, si sa, è parziale e risponde in modo inadeguato alle necessità impellenti della città. Tutti conoscono la situazione di Porta Cerese e di Pradella, per non parlare delle difficoltà di accedere alla città dalla direzione di Porto Mantovano e di Curtatone, soprattutto nelle ore di punta. Un’assurdità, per una città di 50mila abitanti la cui Amministrazione non ha mai saputo rispondere alle problematiche del traffico e dei suoi abitanti coinvolti nel caos giornaliero.
Le politiche sociali. Non nascondo che molto in merito sia stato compiuto negli ultimi anni. Ma è altresì vero che il Comune ha adempiuto ed è stato finanziato e sostenuto alle normative di Regione Lombardia per materie ove hanno stanziato fior di quattrini per politiche sociali: dalla disabilità, alla lotta contro l’emarginazione sociale, dalla tutela delle fasce deboli alla protezione delle donne vittime di violenza, dal sostegno al reddito all’inclusione sociale. Pensiamo, inoltre, alla normativa sul Ddn, emanata dal presente Governo. Ritengo che per le politiche sociali, oltre distribuire i fondi di provenienza terza, alla nuova amministrazione serva uno slancio in più rispetto alla semplice suddivisione di contributi, conditi da qualche evento di propaganda, come sta avvenendo a Mantova ormai da anni. Le famiglie non solo soffrono la crisi, ma abbisognano di una prospettiva che attualmente è solo quella fornita dalle reti politiche affini all’amministrazione. Altroché diritti, dunque! Occorre cambiare rotta con servizi disponibili agli stessi cittadini, tramite una progettualità sociale aderente ai bisogni della città e dei suoi quartieri non alle associazioni affini, ridando competenze e priorità ai servizi comunali che non possono essere sviliti a un servizio informazioni o a un’agenzia benefica, non tanto diversa dalle politiche di beneficenza dell’epoca Crispi! Come purtroppo avviene adesso”.

Qual è il suo auspicio per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio?
“Confido che i mantovani, dopo 10 anni di propaganda di centrosinistra, infarcita di luoghi comuni e di progettazioni copiate dalle altre realtà affini, in tutti i settori dalla cultura alle politiche sociali, dall’ambiente al turismo, possano liberarsi da questa cappa divenuta ormai insopportabile. Non bastano gli abbellimenti operati qua e là, lasciando del resto strade e quartieri al loro destino, per vedere che centro e periferia stanno morendo! Prevedere incentivi (e non elemosine) per nuove attività, in particolare gestite da giovani, in sintonia con le progettualità e i bandi regionali ed europei, potrebbe ridare vita al commercio e al turismo, prospettare accordi con province limitrofe per rivitalizzare le industrie ancora esistenti, potenziare l’economia ambientale senza propaganda e vuote promesse, a differenza di quanto accaduto finora. Il percorso è lungo perché sconta i ritardi e la demagogia di decenni, ma ne va del futuro della nostra città”.

Un capitolo a parte va rivolto alla Piscina Dugoni in particolare e agli impianti sportivi in generale.
“La piscina è ridotta in condizioni pietose che sono sotto gli occhi di tutti e adesso, con l’inizio della stagione estiva, dopo quanto accaduto l’anno scorso, potrebbe essere veramente a rischio chiusura a causa dell’ingresso e della frequentazione da parte di soggetti violenti che, si è visto, non esitano a estrarre e usare il coltello. Ma è la struttura ad essere ormai fatiscente, come più volte ho lamentato all’Amministrazione. Tetto insicuro, piove letteralmente dentro come se si fosse fuori, le ventole sono guaste, la pulizia è scarsa, l’acqua sempre fredda. La gestione doveva intervenire a seguito dell’assegnazione di un contributo ingente da parte del Comune, circa 800mila euro, ma ha preferito iniziare la ristrutturazione… dalla palestra! Ovviamente l’asset più redditizio per il gestore ma… ovviamente non la priorità se il tetto è a rischio, tanto che nella vasca della Cialento è stata posizionata una rete per impedire ai calcinacci di cadere in acqua. Tutti gli altri impianti, poi, sono stati assegnati prevalentemente senza gara, con procedura diretta e, guarda caso, sempre alle stesse associazioni sportive, così per le altre la pratica per disabili, giovani e bambini, è divenuta carissima perché sono i gestori a fissare le tariffe”.

Messaggio politico elettorale Committente: Catia Badalucco