Tea, 3 milioni l’anno per consulenze: Baschieri vuole i nomi, intervenga il Difensore civico

MANTOVA – Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Mantova, Pierluigi Baschieri, torna all’attacco sulla questione trasparenza in Tea SpA e annuncia di essersi rivolto nuovamente al Difensore civico regionale per ottenere documentazione sulle consulenze affidate dalla multiutility.

«Può sembrare un braccio di ferro politico che dura da anni – afferma Baschieri – ma in realtà è solo una questione di trasparenza che Tea nega a Forza Italia da tempo». Al centro della contestazione c’è l’elenco dei consulenti esterni e, soprattutto, l’entità delle collaborazioni suddivise in consulenze amministrative, legali e generali, che – secondo quanto riferito – supererebbero complessivamente i tre milioni di euro annui.
Baschieri ricorda che Tea, società per azioni a capitale interamente pubblico, è partecipata da 57 Comuni della provincia di Mantova, con il Comune capoluogo socio di maggioranza. La multiutility gestisce servizi pubblici locali fondamentali come lo smaltimento dei rifiuti urbani, il servizio idrico, il teleriscaldamento, i servizi cimiteriali e l’illuminazione pubblica. Nell’ultimo anno avrebbe generato oltre 34 milioni di euro di utili, garantendo al Comune di Mantova circa 12 milioni di euro di dividendi, cresciuti negli anni anche a seguito dell’aumento delle tariffe.
Il nodo riguarda le consulenze. Dopo un’istanza di accesso agli atti, Tea ha pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente” del proprio sito il valore aggregato delle consulenze per il 2024 e il 2025, suddivise in tre categorie (amministrative, legali e generali), per un importo complessivo di circa tre milioni di euro all’anno. Diverso l’esito della richiesta di conoscere il dettaglio disaggregato: nominativi dei professionisti e importi corrisposti singolarmente. Su questo punto la società, per voce dell’attuale presidente Enrico Voceri e già in precedenza del suo predecessore Massimiliano Ghizzi, ha negato l’ostensione dei dati, motivando la scelta con lo status di società quotata e con la decisione di pubblicare le consulenze solo in forma aggregata e con cadenza semestrale.

Baschieri contesta questa impostazione e richiama l’articolo 43 del Testo unico degli enti locali, ricordando che – come ribadito anche dal Consiglio di Stato – i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune e dalle società partecipate tutte le informazioni utili all’espletamento del proprio mandato. Un diritto che, sottolinea, ha confini più ampi rispetto all’accesso riconosciuto ai cittadini dalla legge 241 del 1990, proprio in ragione del ruolo pubblico esercitato. Per questo il capogruppo azzurro ha chiesto formalmente l’intervento del Difensore civico regionale affinché venga riesaminato il diniego e siano valutate eventuali irregolarità amministrative. Nella richiesta si evidenzia come Tea sia una società interamente pubblica e come, quando si impiegano risorse pubbliche per l’erogazione di servizi pubblici, non sia possibile sottrarsi ai principi di trasparenza e controllabilità che caratterizzano l’azione amministrativa. «Tea è una realtà solida – conclude Baschieri – ma deve recuperare efficienza e impegnarsi nel contenimento delle tariffe. Mi aspetto dal candidato sindaco Andrea Murari, oltre ai proclami green, un impegno concreto per rendere la società più trasparente e più vicina al territorio».