SUZZARA – In occasione del finissage della 52ª edizione, il Museo Galleria del Premio Suzzara ha svelato un palinsesto 2026 di respiro internazionale. Alla presenza del sindaco Alessandro Guastalli, dell’assessore Stefano Rosselli e della conservatrice Erika Vecchietti, è stata tracciata una linea che unisce la memoria storica del lavoro alle urgenze ecologiche del presente.
Il 14 marzo segnerà l’inizio di un viaggio nelle radici del Premio. Con le mostre “La paga del sabato” e “Il costo del pane”, la Galleria riattiva la sua collezione permanente focalizzandosi sul decennio 1948–1958. Sarà possibile ammirare le opere di maestri come Renato Guttuso e Giulio Turcato, testimoni di un’Italia che ricostruiva la propria identità attraverso la fatica e la dignità del lavoro.
Fotografia Femminile e Nuove Visioni
Sempre a marzo, la Galleria entrerà nel circuito della Biennale della Fotografia Femminile di Mantova con la mostra “Sulla soglia del lavoro”, un’indagine sulla fragilità e la ridefinizione dei ruoli sociali. Il calendario proseguirà con la personale di Alberto Ravaioli e un omaggio alla pittura naïf con le collezioni Leidi-Zanichelli.
Il 53° Premio: “Terra Bruciata”
L’evento clou dell’anno sarà la 53ª edizione del Premio Suzzara, in partenza il 20 settembre. Il tema scelto, “Terra bruciata. L’arte nell’Antropocene”, sposta l’asse della ricerca artistica sulla responsabilità ecologica e sul cambiamento climatico, interrogando la comunità sul futuro del pianeta.
Suzzara nel mondo: Prestiti e Reti
Il prestigio del Museo travalica i confini locali:
- Olimpiadi Invernali 2026: Opere di Guttuso e Turcato sono già in mostra a Borgo Valbelluna per il circuito culturale legato ai Giochi di Milano-Cortina.
- Collaborazioni Nazionali: Sono previsti scambi e prestiti con Grosseto, Ravenna e Cervia, oltre alle celebrazioni per il centenario del pittore Tullio Vietri.
Cultura e Divulgazione: I Sabati in Galleria
Il mese di marzo sarà dedicato anche alla letteratura con un ciclo su Dante Alighieri. Dalla “Inferno Fashion Week” alla presentazione del Paradiso commentato in occasione del Dantedì (25 marzo), il Museo si conferma uno spazio vivo di aggregazione e approfondimento simbolico.


















