SOAVE (PORTO MANTOVANO) – Il futuro dell’area ex Facep di Soave arriva in Consiglio comunale. Il Consigliere Giuseppe Pernigotti, Capogruppo della lista Porto Punto, ha infatti depositato una mozione dedicata alla riqualificazione della vasta area di circa 77mila metri quadrati situata all’ingresso della frazione e ferma da decenni.
Secondo Pernigotti la questione non riguarda soltanto l’urbanistica, ma il futuro della comunità locale. L’area, se destinata a sviluppo residenziale, potrebbe infatti ospitare circa 300 nuovi abitanti. Un incremento demografico che, secondo il Consigliere, contribuirebbe a mantenere attivi servizi fondamentali per la frazione come la scuola, l’ufficio postale e i collegamenti di trasporto pubblico. «La crescita demografica di Soave non è un dettaglio urbanistico, è una questione di interesse pubblico – afferma Pernigotti –. Ogni decisione su quell’area, sia oggi sia nella prossima revisione del Piano di governo del territorio, deve partire da questa considerazione».
Nel 2024 la precedente giunta aveva dato il via libera alla realizzazione di un impianto fotovoltaico sull’intera area. Una decisione che, secondo il consigliere, non avrebbe tenuto conto della destinazione residenziale prevista dal piano regolatore né dei vincoli paesaggistici legati alla presenza del Parco del Mincio. Alla proposta avevano reagito anche i cittadini: 668 persone avevano infatti sottoscritto una petizione. A distanza di quasi due anni, sostiene Pernigotti, l’Amministrazione non avrebbe ancora fornito una risposta formale né alla petizione né alla delibera approvata dalla giunta precedente.
Con la mozione depositata in Consiglio comunale il capogruppo di Porto Punto chiede tre impegni precisi: il riconoscimento formale della crescita demografica di Soave come priorità per la comunità, una risposta ufficiale alla petizione firmata dai cittadini come previsto dallo Statuto comunale e l’apertura di un confronto con la proprietà dell’area. L’obiettivo, secondo il consigliere di opposizione, è valutare possibili soluzioni di trasformazione dell’ex Facep che prevedano un mix tra residenze, servizi ed edilizia convenzionata, così da rendere l’intervento sostenibile e attrattivo anche per eventuali operatori interessati alla riqualificazione.


















