Il “modello Mantova” movimenta 126 milioni perseguendo crescita, sostenibilità e qualità della vita

MANTOVA – Un “modello Mantova” che movimenta oltre 126 milioni di euro di entrate e circa 120 milioni di spese, con una quota significativa destinata agli investimenti (33% in conto capitale), in un’ottica di sostenibilità economica, ambientale e anche demografica attraverso la quale la città ha ricominciato ad attirare famiglie giovani e lavoratori da fuori. E’ quanto si trova riassunto nel Bilancio d’Impatto presentato questa mattina dalla Giunta comunale e dalla squadra dell’Università di Verona che ha redatto il corposo documento (consultabile sul sito istituzionale del Comune), guidata dai professori – mantovani – Alessandro Lai e Riccardo Stacchezzini del Dipartimento di management.

Il Bilancio di Impatto, che si riferisce al biennio 2024-2025, è uno strumento innovativo che punta a misurare in modo organico gli effetti delle politiche pubbliche su economia, ambiente e coesione sociale. Il documento rappresenta un primo passo verso una rendicontazione trasparente e strutturata del valore pubblico generato dall’Amministrazione. Al centro c’è quello che viene definito “modello Mantova”, un sistema integrato di sviluppo che si basa sull’equilibrio tra tre dimensioni fondamentali: economica, ambientale e sociale. Un approccio che si inserisce nel quadro dei criteri ESG, sempre più utilizzati a livello internazionale per valutare la sostenibilità e l’impatto delle organizzazioni.

Dal punto di vista economico, i dati restituiscono l’immagine di una città in crescita. Nel 2025 la popolazione cresce raggiungendo quota 50.465 abitanti, mentre il tasso di occupazione si attesta al 69,5%. Tra gli elementi di rilievo figura il polo logistico di Valdaro, con una superficie di 3,6 milioni di metri quadrati, 28 imprese insediate e circa mille occupati. In espansione anche il sistema universitario, che conta nove corsi di laurea, oltre 1.300 studenti e 228 laureati. Il turismo registra 137mila visitatori, con un gettito dell’imposta di soggiorno pari a 872 mila euro. Sul fronte finanziario, il Comune evidenzia entrate per oltre 126 milioni di euro e spese per circa 120 milioni, con una quota significativa destinata agli investimenti.

La sostenibilità ambientale emerge come uno degli assi portanti delle politiche cittadine. Tra gli obiettivi principali figura la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 65% entro il 2030. Il sistema di teleriscaldamento produce 177.783 megawattora termici, con oltre il 70% del calore recuperato. Il 98% della popolazione è servito da depurazione, mentre oltre 14 milioni di metri cubi di acqua vengono trattati. La mobilità sostenibile può contare su 117,2 chilometri di piste ciclabili e su un trasporto pubblico urbano che ha registrato più di 4 milioni di passeggeri. La raccolta differenziata raggiunge l’84,28%. Importanti anche gli interventi sul verde urbano, con oltre 46 mila alberi e nuove piantumazioni.

Sul piano sociale, il bilancio evidenzia un rafforzamento delle politiche di inclusione e sicurezza. La città dispone di 69 agenti di Polizia Locale e di 972 telecamere (nel frattempo salite sopra quota mille) per il controllo del territorio. Sono 371 le donne seguite dai centri antiviolenza, mentre 532 alloggi comunali e 196 famiglie beneficiano dei servizi dell’Emporio Solidale. Crescono anche i servizi rivolti a famiglie e giovani, con 1.500 utenti del Centro “Insieme” e 147 eventi organizzati a Eutopia. Ampia la partecipazione alle attività culturali e sportive, con 85 mila utilizzatori degli impianti e 49mila presenze ai grandi eventi cittadini.

Il Bilancio di Impatto si propone non solo come strumento di rendicontazione, ma anche come base per orientare le politiche future. Tra gli elementi chiave evidenziati figurano la continuità dell’azione amministrativa, l’equilibrio tra le dimensioni della sostenibilità e la capacità di rendere la città attrattiva e vivibile. Il Vicesindaco e Assessore al Bilancio del Comune di Mantova, Giovanni Buvoli, ha sottolineato come l’iniziativa, sviluppata insieme all’Università di Verona, “abbia l’obiettivo di rendere misurabile l’impatto dell’azione amministrativa secondo i criteri ESG. Uno strumento che, oltre a fotografare i risultati raggiunti, punta a guidare in modo più consapevole le strategie di sviluppo della città nei prossimi anni”.

“Il “modello Mantova” – ha affermato Lai – non è la somma di politiche separate. E’ un’idea di sostenibilità urbana come prodotto congiunto di economia, ambiente e socialità. L’impatto nasce dal bilanciamento consapevole tra queste tre dimensioni: un equilibrio che va ricercato continuamente, perché ogni scelta su una dimensione influenza le altre. Questo Bilancio rende leggibile tale logica, e mostra come la città abbia cercato di far avanzare insieme lavoro, vivibilità ambientale e coesione sociale”. “Abbiamo lavorato – ha aggiunto Stacchezzini – per rendere leggibile l’impatto pubblico attraverso una selezione rigorosa di evidenze: interviste e interlocuzioni istituzionali, ricognizione documentale e dati prodotti dai settori del Comune. La sfida non era avere tanti numeri, ma individuare quelli in grado di restituire in modo sintetico il senso dell’azione amministrativa, collegando priorità, risorse e risultati, senza tuttavia banalizzare la complessità tipica della politiche pubbliche”.