Camionista investito da un’auto e ucciso: sospesa la protesta dei Tir

Doveva essere il primo di cinque giorni di mobilitazione nazionale contro il caro carburante, ma la protesta degli autotrasportatori si è trasformata in tragedia poche ore dopo il via. Luigi Nappo, camionista di 55 anni residente a Marano (Napoli), ha perso la vita travolto da un’auto sull’autostrada A1, nei pressi dell’area di servizio di San Nicola La Strada e dello svincolo per l’A30.

La dinamica dell’incidente

Il dramma si è consumato intorno alle 5 del mattino. Una colonna di mezzi pesanti era ferma sul margine destro della carreggiata in segno di protesta. Nappo si trovava a piedi sulla corsia rimasta libera, impegnato in un’operazione di “filtraggio” dei tir in transito, quando è stato investito in pieno da una Mini Cooper. Nonostante l’intervento immediato dei medici del 118, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il conducente della vettura si è fermato subito dopo l’impatto; la Polizia Stradale ha effettuato i rilievi e la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.

Lo stop alla mobilitazione: «Siamo sconvolti»

La morte dell’autotrasportatore ha portato all’immediata sospensione del fermo proclamato da Trasportounito, che sarebbe dovuto durare fino al 25 aprile. L’obiettivo della sigla era innescare un “blackout della logistica” per protestare contro il prezzo del gasolio oltre i 2 euro al litro. «Dall’alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto», ha dichiarato il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo. «Era una persona giovane con famiglia. Il caro carburante ha fatto esplodere una crisi senza precedenti, nel silenzio delle istituzioni».

Le reazioni e lo sciopero di maggio

La tragedia ha scosso profondamente l’intero settore, portando a dure prese di posizione. Paolo Uggè, presidente di Unatras, pur esprimendo profondo cordoglio alla famiglia della vittima, ha aspramente criticato la modalità della protesta di Trasportounito, definendo l’azione del blocco stradale come “irresponsabile”. Mentre la mobilitazione di aprile si chiude tragicamente in anticipo, resta invece confermato lo sciopero programmato da Unatras per il mese di maggio. Le date ufficiali del nuovo fermo, che promette di rispettare rigorosamente il codice di autoregolamentazione, saranno rese note nelle prossime ore.