(Adnkronos) – “La review che abbiamo appena pubblicato circa la modalità di consumo di tabacco e il rischio cardiovascolare è stata la risposta a una necessità nel mondo della ricerca medico-scientifica. Quali sono le evidenze che negli ultimi 10 anni, su circa 900 articoli, che abbiamo ottenuto e sottolineato? La modalità del consumo della nicotina determina, su basi chimico-fisiche e tossicologiche, l’esposizione a quantità di sostanze nocive nettamente diverse. Il consumo della nicotina attraverso riscaldamento e non combustione determina sino al 95-97% della riduzione di sostanze cancerogene e cardio tossiche. Tutto questo con dati revisionati in alcuni casi anche dalla Fda”. Lo ha detto Silvio Festinese, responsabile Cardiologia ambulatoriale Asl Roma 1 e docente di Farmacologia all’università UniCamillus, intervernuto al convegno dedicato al Safe hearts plan’, il Piano europeo per la salute cardiovascolare, che si è tenuto nella Sala Zuccari del Senato.
“Nei due gruppi di pazienti che consumavano nicotina a combustione, la sigaretta per intenderci, o nella modalità riscaldata – ha riferito l’esperto – la letteratura ci fa notare due aspetti fondamentali: alterazioni a breve termine e modifiche di biomarcatori tumorali e cardiovascolari a breve termine. Il passaggio dalla combustione al tabacco riscaldato determina, attraverso la riduzione di queste sostanze, un miglioramento della funzione endoteliale già nelle prime settimane del passaggio. Non ci sono dati a lungo termine purtroppo e questa review potrebbe essere lo spunto per future ulteriori ricerche, ma a medio termine abbiamo alcuni dati, non conclusivi e sempre da confermare, che indicano una vera e propria riduzione degli eventi cardiovascolari”.
“Non dobbiamo lasciare spazio a fraintendimenti”, ha chiarito Festinese: “La lotta al fumo è una lotta che deve essere senza quartiere. Nonostante tutto quello che è stato fatto negli ultimi decenni, non si registrano cambiamenti in quel 20-25% della popolazione che si dedica al consumo di nicotina per combustione. Nemmeno l’introduzione di device che fanno consumare la nicotina in modo diverso, per aerosol o per riscaldamento, ha determinato dei cambiamenti. Abbiamo quindi bisogno di tanta ricerca. C’era la necessità di una narrative review che facesse il punto degli ultimi 10 anni su che cosa è stato prodotto dal punto di vista medico scientifico. Questo grazie anche alla collaborazione del professor Dimitris Richter, che è già stato presidente della Cardiologia pratica della Società europea di cardiologia. Abbiamo fatto il punto per future ricerche per continuare a seguire la nostra mission: una riduzione del rischio cardiovascolare nell’ambito degli stili di vita”.
















