MILANO – Il consigliere regionale Marco Carra (PD) ha votato contro il Progetto di Legge sulle aree idonee per fotovoltaico e agrivoltaico, approdato oggi in Aula come recepimento della normativa nazionale varata a inizio anno dalla maggioranza di destra. Una scelta motivata da Carra con una critica netta all’impianto del provvedimento, ritenuto «opposto alla visione di transizione ecologica» che sostiene.
Secondo Carra, la Lombardia ha perso «una grande occasione», approvando una legge «priva di coraggio» e potenzialmente dannosa per il territorio agricolo. Il nodo centrale riguarda la possibilità di utilizzare fino allo 0,8% della Superficie Agricola Utile, pari a circa 8.000 ettari, per installare impianti fotovoltaici a terra. Una quota che, sommata ai 5.000 ettari già occupati in assenza di una normativa chiara, rischia di sottrarre ulteriore suolo fertile alle produzioni agricole.
Le province più esposte, osserva Carra, sono quelle «a più alta vocazione agricola» come Mantova, Cremona, Lodi e Pavia, dove i terreni sono particolarmente pregiati. Qui emerge, secondo il consigliere, «la contraddizione della destra», che da un lato esalta l’agricoltura lombarda e dall’altro «colpisce il suo elemento principale: il terreno».
Carra critica anche la scelta di privilegiare i terreni agricoli rispetto ad alternative come aree dismesse, siti da bonificare, tetti o corridoi autostradali, una decisione che definisce «la via più semplice», favorita anche dalle difficoltà economiche che spingono molti agricoltori ad accettare le proposte delle multinazionali dell’energia. «Nessuna responsabilità può essere addebitata agli agricoltori», precisa, ricordando la crisi che colpisce zootecnia, cerealicoltura, latte e suinicoltura.
Particolarmente grave, per Carra, è l’assenza di tutele per i Prati Stabili della provincia di Mantova, un ecosistema unico in Europa. Durante le audizioni, anche Stefano Pezzini, presidente della Latteria San Pietro di Goito, aveva chiesto protezioni specifiche per queste aree, ma la maggioranza non ha accolto alcuna proposta.
Carra definisce «inutile e inconsistente» anche la legge approvata l’estate scorsa a prima firma Bulbarelli (FdI), accusando la destra di votare «stabilmente contro ogni strumento di tutela» e di lasciare i territori agricoli «in balia del mercato».
Il consigliere conclude ribadendo il suo giudizio: «Un provvedimento molto negativo, che non difende il suolo agricolo e non tutela i territori di pregio»

















