MANTOVA – La ricerca continua a fare balzi in avanti. Produrre cibo nello spazio non è fantascienza, ma è fondamentale se si immaginano missioni di lunga durata come richiede un viaggio su Marte dove è possibile coltivare gli orti.
La conferma è arrivata oggi pomeriggio dall’agronoma esperta di spazio Stefania De Pascale che ha partecipato all’ultimo incontro del cartellone di Food&Science Festival. Al suo fianco il giornalista Paolo Attivissimo nelle vesti di intervistatore. Entrambi sono stati presentati da Alberto Agliotti.
De Pascale ha sostenuto che l’agricoltura del futuro rappresenta una frontiera entusiasmante che unisce biologia, tecnologia e scienza dei materiali per affrontare diverse sfide, tra cui la coltivazione di piante in ambienti non tradizionali come quelli extraterrestri. “Tutto ciò – ha affermato – sarà il risultato dell’integrazione di tecnologie avanzate con specie vegetali adattate a certe condizioni o ambienti ostili. L’agricoltura di precisione, le tecnologie e i sistemi avanzati per la coltivazione in ambienti controllati, anche con risorse limitate, avranno un ruolo sempre più importante”.
La ricercatrice ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra agricoltura e spazio per scoprire come e cosa si può coltivare in condizioni estreme. Dalla gestione delle risorse alla crescita delle piante in ambienti controllati, emergono soluzioni che guardano al futuro delle esplorazioni, ma che favoriscono anche la nascita di nuove idee da applicare all’ l’agricoltura sulla Terra. “Se vogliamo esplorare i pianeti lontani dalla Terra – ha sottolineato De Pascale – dobbiamo portare con noi anche le piante. E’ una sfida che passa attraverso il sapere della biologia e l’impiego delle tecnologie necessarie”.
Certo, un conto è coltivare la verdura nella navicella spaziale, oppure sulla Luna, che richiede un viaggio in tempi relativamente brevi. “Ma se dobbiamo andare su Marte – ha aggiunto – dobbiamo percorrere dai 55 ai 400 milioni di chilometri, e la trasferta dura almeno 500 giorni. Tutto ciò ci costringe a cambiare il paradigma del viaggio spaziale”.
Basti pensare che per trascorrere tutto questo tempo nello spazio all’astronauta serve un bagaglio enorme, pertanto la ricerca scientifica deve continuare il suo corso per trovare altre soluzioni.
La sfida rimane difficile. Dietro l’angolo sono in agguato le fake news che descrivono la conquista di Marte ormai prossima (leggi Elon Musk). Come sempre, prima di crederci, bisogna verificare bene la fonte.
L’incontro ha chiuso un’edizione da record di Food & Science Festival con oltre 20 mila presenze: e alla fine non poteva mancare nemmeno la tradizionale foto di gruppo, a suggellare tre giorni di incontri, scoperte e grande partecipazione nel cuore di Mantova.
Fiorenzo Cariola

















