Cavriana approva piano di riequilibrio: in vendita azioni Sicam e immobili. Opposizione all’attacco

Le ex scuole medie di Cavriana in vendita

CAVRIANA – Un consiglio comunale ad alta tensione quello andato in scena lunedì 25 maggio a Cavriana, culminato con l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Un provvedimento indispensabile per evitare il dissesto dell’ente, ma che è stato approvato in un clima di durissimo scontro politico, anche alla luce del parere contrario espresso dal revisore dei conti.

Il piano rappresenta il tentativo del Comune di rimettere in ordine una situazione economico-finanziaria che il sindaco Matteo Guardini attribuisce alla precedente amministrazione. Nella nota integrativa allegata al documento, il primo cittadino parla infatti di una “gestione sconsiderata ed incontrollata” ereditata dalla maggioranza attuale e sostiene che, nei 23 mesi di mandato, siano già state adottate diverse misure per ridurre le spese e aumentare le entrate.

Durante la seduta sono stati approvati anche il Piano economico finanziario dei rifiuti 2026-2029, le tariffe Tari per il 2026 e la prima variazione al bilancio di previsione 2026-2028. L’amministrazione ha evidenziato come le tariffe siano rimaste invariate nonostante la diminuzione delle superfici imponibili, indicando anche la possibilità di una futura riduzione.

Il nodo centrale della serata è stato però il piano di riequilibrio. Secondo quanto spiegato dal sindaco, il revisore dei conti avrebbe chiesto interventi fondati su risparmi certi e strutturali. Una linea che, secondo Guardini, avrebbe comportato conseguenze pesanti sui servizi comunali: dall’aumento del costo del trasporto scolastico fino ai tagli alle compartecipazioni sociali e ai servizi di trasporto destinati ad anziani e persone con disabilità.

Per questo motivo l’amministrazione ha scelto di puntare soprattutto sull’incremento delle entrate e sulla valorizzazione del patrimonio comunale. Tra le operazioni inserite nel piano c’è la vendita della quota detenuta dal Comune in SICAM Srl, pari al 5,54%. Nella relazione allegata viene indicato un valore stimato di circa 972mila euro per la partecipazione comunale, sulla base della valutazione complessiva della società. Secondo il sindaco, la futura fusione con il gestore unico d’ambito renderebbe concretamente percorribile la cessione della quota, mantenendo soltanto una singola azione da 10mila euro.

Accanto alla vendita delle quote SICAM, il Comune ha inserito nel piano anche una serie di alienazioni immobiliari. Con determina del 21 maggio scorso sono già stati aggiudicati due immobili comunali per importi rispettivamente di 73.500 e 74mila euro. L’amministrazione considera questa operazione sufficiente a garantire la copertura della quota prevista dal piano per il 2026, in attesa del perfezionamento della cessione delle azioni SICAM, che potrebbe concretizzarsi nei primi mesi del 2027.

Nel programma compare anche la vendita delle ex scuole medie, valutate oltre 800mila euro. Il sindaco ha riferito che diversi soggetti avrebbero già effettuato sopralluoghi e manifestato interesse per l’immobile. Un’ulteriore ipotesi riguarda invece sei appartamenti comunali in via Porta Antica, attualmente inutilizzati e non ristrutturabili per mancanza di fondi: l’idea allo studio è quella di un affitto con riscatto che potrebbe garantire circa 2mila euro al mese dal 2027.

Il sindaco ha poi elencato le misure adottate per contenere le spese comunali. Tra queste, la scelta di assumere direttamente la responsabilità dell’area tecnica dopo il pensionamento del precedente responsabile, situazione che secondo Guardini avrebbe consentito un risparmio di circa 10mila euro annui. Viene inoltre rivendicata la riorganizzazione della gestione del calore, con l’adesione alle convenzioni Mepa per la fornitura del gas e l’introduzione della telegestione degli impianti, interventi che avrebbero eliminato conguagli annuali indicati nell’ordine dei 50mila euro.

Il documento cita anche la razionalizzazione della gestione del verde pubblico, effettuata attraverso l’acquisto di mezzi comunali e la riduzione dei noleggi, oltre al cambio del broker assicurativo, che avrebbe prodotto un risparmio superiore a 30mila euro l’anno.

L’amministrazione sostiene inoltre di avere incrementato le entrate derivanti dai controlli della polizia locale. Nella relazione vengono riportati dati che indicano un aumento degli importi accertati per violazioni al Codice della strada e per verbali amministrativi rispetto al 2025.

LA MINORANZA: “CLIMA DA REGIME: IL COMUNE BASA IL PIANO DI RIENTRO SU ENTRATE NON CERTE. E I LAVORI PNRR LANGUONO”

Durissima la posizione delle opposizioni. Il consigliere di minoranza Corrado Cattani ha definito l’Amministrazione “un regime dittatoriale”, rimproverando al sindaco di avere ignorato il parere contrario del revisore dei conti e ha definito “aleatorie” le entrate previste dal piano. Secondo Cattani, il Comune starebbe basando il riequilibrio principalmente sulla vendita di beni pubblici e partecipazioni societarie.

Le minoranze hanno inoltre puntato il dito contro la gestione di alcuni interventi finanziati con fondi Pnrr. In particolare Cattani ha citato il progetto “Borghi storici”, sostenendo che diversi lavori da terminare il 30 giugno non sarebbero ancora stati completati e che quattro immobili sarebbero addirittura ancora da avviare. Critiche anche sul cantiere della mensa scolastica e sulla vicenda del polo scolastico.

Il consigliere di opposizione ha infine contestato l’impostazione politica della giunta Guardini, accusandola “di avere promesso investimenti tramite il reperimento di contributi pubblici” per poi ritrovarsi “a fare ricorso alla vendita del patrimonio comunale”. Secondo Cattani “l’unica opera concretamente realizzata dall’attuale amministrazione sarebbe l’ampliamento dell’asilo nido, progetto che – ha sostenuto – era già stato avviato dalla precedente maggioranza”.

Ora la parola passerà alla Corte dei Conti, che dovrà esaminare il piano approvato dal consiglio comunale. L’organo contabile potrà confermarlo, chiedere integrazioni oppure dichiarare il dissesto finanziario dell’ente, nominando un commissario per la gestione della parte economica del Comune.