Treni, otto ore di sciopero l’11 giugno contro la frammentazione del servizio Intercity

Sciopero treni, adesioni fino al 90%:

MANTOVA – Confermato per giovedì 11 giugno lo sciopero nazionale di otto ore, dalle 9.01 alle 17, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari. A proclamarlo in maniera unitaria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti che evidenziano come “il Governo ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del ministero delle infrastrutture e dei trasporti di suddividere in tre lotti equivalenti, anziché in un unico lotto”.
Precisa Enzo Garaboldi, segretario generale di Filt Cgil Mantova, che “lo sciopero riguarda sia la questione delle gare sia degli investimenti infrastrutturali nel settore, che, dopo il Pnrr, sono a rischio. Come dimostra cosa è successo nel sistema dell’alta velocità con forti investimenti e aumento del servizio e cosa non è successo nel sistema delle merci ferroviarie con poche risorse e crisi del sistema, gli investimenti infrastrutturali sono il solo veicolo per dare risposta alla mobilità dei cittadini, l’idea che la frammentazione in lotti del servizio intercity, aumentando il numero di operatori, aiuti la mobilità delle persone è illusoria. Tale impostazione produrrà solo il depauperamento del gruppo Fs e metterà a rischio i lavoratori per l’assenza di clausole sociali di salvaguardia del lavoro. Sarebbe anche finalmente ora, proprio alla vigilia dell’arrivo di un nuovo operatore sulla rete Alta Velocità, di avere norme che indichino il contratto di riferimento per coloro che investono in Italia. La concorrenza deve essere fatta con regole comuni a tutela di chi ora ci lavora e di chi ci lavorerà in futuro”.
Garaboldi aggiunge che “l’assenza nelle gare di clausole sociali vincolanti, l’incertezza sugli investimenti infrastrutturali e un processo di liberalizzazione che rischia di scaricare i costi su lavoratrici, lavoratori e cittadini, sono segnali che potrebbero aprire la strada a una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario”.