MANTOVA – Manca meno di una settimana al debutto del nuovo Consiglio comunale di Mantova. Mercoledì 10 giugno alle 18 l’assemblea cittadina eletta nelle recenti amministrative si riunirà per la prima volta, in una seduta che segnerà anche la presentazione ufficiale della giunta scelta dal sindaco Andrea Murari.
La convocazione è stata fissata nella sala consiliare del Palazzo Municipale di via Roma. All’ordine del giorno figurano gli adempimenti previsti per l’insediamento della nuova legislatura. Si partirà con la convalida degli eletti alla carica di sindaco e di consigliere comunale ed eventuali surrogazioni, seguita dal giuramento del sindaco Andrea Murari.
Successivamente il Consiglio sarà chiamato a eleggere il presidente dell’assemblea e i componenti dell’ufficio di presidenza, oltre alla Commissione elettorale comunale.
E ovviamente durante l’Assemblea consiliare saranno presentati i nuovi assessori.
Tra conferme e nuovi ingressi il grande risiko degli assessorati
Le trattative e i confronti all’interno della maggioranza per definire la composizione della nuova giunta sono ancora in corso. Se appare ormai certo che l’esecutivo sarà caratterizzato da un equilibrio tra continuità e rinnovamento, restano invece da sciogliere diversi nodi relativi all’assegnazione delle deleghe e dei singoli assessorati. Nella formazione della squadra di governo entreranno infatti in gioco diversi fattori: dal consenso ottenuto alle urne dai singoli consiglieri agli equilibri politici tra le forze della coalizione, senza dimenticare competenze ed esperienza amministrativa.
Per quanto riguarda il Partito Democratico, viene dato per certo l’ingresso in giunta di Chiara Sortino, la candidata più votata della coalizione dopo l’ex sindaco Mattia Palazzi, ma anche dell’ex vicesindaco Giovanni Buvoli. Proprio tra loro due dovrebbe essere individuato anche il futuro vicesindaco. Se da settimane molti osservatori continuano a indicare Buvoli come il candidato più accreditato per il ruolo, cresce però il numero di coloro che ritengono più probabile una scelta a favore di Sortino, sia alla luce dell’importante risultato personale ottenuto alle elezioni sia perché consentirebbe di rafforzare il principio dell’alternanza di genere nei ruoli di vertice dell’amministrazione. Chi continua a puntare su Buvoli ricorda tuttavia il passo indietro compiuto dall’ex vicesindaco durante il percorso che ha portato alla candidatura di Andrea Murari, elemento che potrebbe ora essere valorizzato nella definizione dei nuovi assetti.
Guardando al numero di preferenze ottenute all’interno della lista c’è poi l’ex presidente del Consiglio Massimo Allegretti, terzo assoluto. Anche per lui potrebbe dunque profilarsi un ingresso in giunta? Le voci dal palazzo al momento si limitano a dire che un numero di preferenze così alto non può essere ignorato, il che porta anche a pensare che Allegretti potrebbe tornare a essere presidente del Consiglio, un ruolo peraltro per il quale ha ricevuto apprezzamenti bipartisan sia in via Roma che nell’ambito delle istituzioni cittadine. Sempre in casa Pd viene data quasi per certa la conferma in giunta dell’ex assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli e aumentano le quotazioni per un ingresso dell’ex capo di gabinetto del Comune Stefano Simonazzi e del segretario cittadino dei dem Matteo Campisi. Presumendo al Pd 4 assessorati e la presidenza del Consiglio, di fatto ci sarebbe però un nome in più, tra quelli elencati, rispetto ai posti disponibili.
Sul fronte Lista Gialla, in netta flessione rispetto alle elezioni 2020, si parla di due posti in giunta. Adriana Nepote pare essere in pole position tra i nomi della precedente giunta e si starebbe ragionando poi su una new entry tra Davide Provenzano e Gabriele Squassabia. Vi è comunque anche l’ipotesi che ai Gialli vadano tre assessorati, uno poi ad Avs per il quale Alessandra Riccadonna sarebbe riconfermata e uno a Mantova Adesso o ad Azione. Vi sono poi le partecipate: l’ex assessore Andrea Caprini viene dato quasi certo a quella dell’Aspef. C’è poi anche Aster: la presidenza del socialista Michele Chiodarelli scade nel 2028 ma il sindaco potrebbe chiedere, visti i nuovi equilibri politici, di rimettere il mandato. Anche la presidenza di Tea scade nel 2028 ma in questo caso l’incarico di Enrico Voceri non sarebbe in discussione.

















