OSTIGLIA – Un esposto contro ignoti per inquinamento ambientale è stato presentato domenica dal consigliere comunale di minoranza Alessandro Incorvaia in relazione al ritrovamento del serbatoio interrato contenente gasolio e sostanze oleose emerso nelle scorse settimane in via Vamba, nell’area della Ciminiera, a ridosso della rsa Morando a Ostiglia.
L’atto è stato depositato presso la caserma dei carabinieri di Ostiglia e punta a fare piena luce sulle responsabilità legate alla presenza della cisterna rinvenuta sotto il piano stradale e alla possibile contaminazione del terreno circostante.
“Ho ritenuto doveroso presentare questa denuncia sia per il ruolo che ricopro, di consigliere comunale, sia come semplice cittadino – spiega Incorvaia –. Sarà ora compito dell’autorità giudiziaria accertare i fatti e individuare eventuali responsabilità per quanto accaduto”.
La vicenda era emersa dopo il rinvenimento di una sostanza oleosa e maleodorante affiorata in più occasioni sulla carreggiata di via Vamba. Successivamente il Comune aveva avviato le procedure di emergenza previste dalla normativa ambientale, segnalando il caso agli enti competenti e affidando a una ditta specializzata le operazioni di svuotamento del serbatoio, all’interno del quale erano presenti gasolio e fanghi di fondo da smaltire come rifiuti pericolosi.
“Quello che è emerso in via Vamba è un fatto molto grave. Si tratta di una situazione che richiede la massima attenzione e tutti gli accertamenti necessari per capire l’origine dell’inquinamento. È possibile che la presenza del serbatoio sia riconducibile ad attività svolte in passato nell’area dell’ex zuccherificio – osserva Incorvaia – ma su questo aspetto non possiamo fare altro che attendere gli esiti delle indagini della magistratura e degli organi competenti”.
Il consigliere sottolinea anche come alcune delle osservazioni presentate nelle scorse settimane all’amministrazione comunale abbiano trovato riscontro. “Dopo le segnalazioni che avevo protocollato, lo scavo è stato coperto con un telo impermeabile – spiega –. Era una misura necessaria per limitare il rischio di ulteriori contaminazioni e per proteggere il tombino delle acque meteoriche presente a pochi metri dal punto interessato, soprattutto in caso di forti piogge. L’ufficio tecnico ha provveduto a rimuovere la sostanza oleosa e maleodorante contenuta nel serbatoio, ma adesso sarà necessario procedere con una vera e propria bonifica ambientale dell’area da parte di ditte specializzate”, conclude.

















