BRUGNETO (REGGIOLO) – Tragedia questa mattina a Brugneto di Reggiolo, al confine tra Reggio Emilia e Mantova. Intorno alle 11.30, in via Pandelici, un operaio del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga è finito con l’auto di servizio, una Fiat Panda, nel canale che costeggia la carreggiata. Il mezzo si è capottato in acqua e il giovane, rimasto incastrato nell’abitacolo, è morto annegato. La vittima è Riccardo Franzoni residente a Gonzaga. Avrebbe compiuto 22 anni il prossimo 24 luglio. Si era diplomato all’istituto agrario “Strozzi” di Palidano.
Sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Guastalla, l’automedica della Bassa Reggiana, l’ambulanza della Croce Rossa di Reggiolo e l’elisoccorso da Parma. Alcuni passanti hanno provato ad estrarlo dalla vettura. Nonostante i tentativi di rianimazione, da parte del personale sanitario, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.
Sul posto anche il padre, che ha riconosciuto la salma. La Polizia Locale dell’Unione Bassa Reggiana, sta svolgendo gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente.
La notizia della sua perdita ha colpito profondamente tutti noi. In questi momenti di grande smarrimento è difficile trovare parole adeguate ad esprimere il senso di sgomento che accomuna amministratori, dirigenti, colleghi e collaboratori. Pur nella brevità del suo percorso professionale all’interno del Consorzio, Riccardo aveva saputo farsi apprezzare per la sua disponibilità, il suo impegno e la serenità con cui affrontava il lavoro e i rapporti umani”.
E nella nota si legge ancora: “La sua giovane età rende questa perdita ancora più dolorosa. Viene a mancare non solo un dipendente stimato, ma soprattutto un ragazzo con una vita davanti, ricca di sogni, speranze e progetti che sono stati purtroppo spezzati da questa tragedia.
Alla sua famiglia, ai parenti e a tutti gli amici che oggi piangono la sua scomparsa, giungano le più sentite e partecipi condoglianze da parte dell’intera comunità consortile. Ci stringiamo a loro con rispetto, condividendo un dolore che va ben oltre l’ambito lavorativo e che tocca profondamente ciascuno di noi.
Alla sua memoria – conclude la nota – va il nostro pensiero più affettuoso e riconoscente”.

















