MANTOVA – Un caso clinico osservato al Pronto Soccorso dell’ospedale Carlo Poma di Mantova è diventato il punto di partenza per uno studio sulle nuove sostanze psicoattive e sui rischi emergenti legati al loro consumo. Il lavoro è stato presentato nei giorni scorsi al congresso nazionale della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU), svoltosi a Napoli.
La ricerca nasce dall’esperienza clinica dei professionisti della Medicina d’Urgenza e del Pronto Soccorso di Asst Mantova ed è firmata da Massimo Amato, Direttore della Medicina d’Urgenza, del Pronto Soccorso e del Dipartimento di Emergenza Urgenza, insieme a Dario Benazzi e alle specializzande dell’Università degli Studi di Milano Beatrice Maria Casati e Lara Zanisi. Al centro dello studio vi sono i catinoni sintetici, sostanze prodotte in laboratorio che imitano gli effetti di droghe stimolanti come anfetamine e cocaina e che negli ultimi anni hanno conosciuto una crescente diffusione, soprattutto attraverso i canali di vendita online.
L’analisi prende spunto dal caso di un giovane di 26 anni, arrivato in due diverse occasioni al Pronto Soccorso mantovano, tra il 2024 e il 2025, con una rara sindrome neurologica caratterizzata da movimenti involontari incontrollati, nota come corea. Secondo quanto emerso dagli accertamenti clinici, il quadro era riconducibile all’assunzione di catinoni sintetici. Dopo essere stato stabilizzato, il paziente è stato preso in carico dai servizi specialistici del SerD.
Il fenomeno delle nuove sostanze psicoattive rappresenta una sfida crescente per i servizi di emergenza. Una delle principali criticità è infatti legata alla difficoltà di individuare queste sostanze attraverso i comuni test tossicologici utilizzati nei Pronto Soccorso.
I catinoni sintetici vengono spesso commercializzati con denominazioni fuorvianti, come “bath salts” o “plant food”, e riportano in etichetta la dicitura “non destinato al consumo umano”. Gli effetti possono però essere particolarmente pericolosi e comprendere complicanze neurologiche, psichiatriche e cardiovascolari, con sintomi che vanno dall’agitazione alle allucinazioni, dai movimenti involontari alla tachicardia, fino a gravi episodi di ipertensione e dolore toracico.
L’obiettivo dello studio è richiamare l’attenzione degli operatori dell’emergenza-urgenza su un fenomeno in continua evoluzione, evidenziando la necessità di aggiornamento professionale e di una rapida capacità diagnostica per riconoscere tempestivamente situazioni potenzialmente gravi o addirittura letali.


















