MANTOVA – Una piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil per chiedere salari giusti (a fronte dell’inflazione galoppante degli ultimi anni), sicurezza e partecipazione per i lavoratori. L’iniziativa di carattere nazionale è stata presentata questa mattina in Cgil dai tre segretari provinciali Michele Orezzi (Cgil), Ivan Zaffanelli (Cisl) e Massimiliano Turano (Uil).
La piattaforma, lanciata il 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie.
Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese.
“Ci siamo confrontati e abbiamo raggiunto una proposta condivisa che siamo pronti a sottoporre ai datori di lavoro”, dice Ivan Zaffanelli, segretario generale Cisl Asse del Po. “L’obiettivo è avere contratti nazionali forti, salari giusti, più contrattazione nei luoghi di lavoro, nei territori e nelle filiere produttive. In questo contesto la partecipazione è decisiva: quando, nelle aziende, lavoratrici e lavoratori vengono ascoltati, si migliorano organizzazione, sicurezza, produttività e si condividono meglio responsabilità e risultati. Procediamo insieme verso questa direzione per garantire anche nel nostro territorio un mercato del lavoro stabile, sicuro e giusto”.
Orezzi, da parte sua, si è concentrato anche sul tema dei contratti pirata, “firmati – spiega – da sindacati senza rappresentanza per creare il cosiddetto dumping contrattuale salariale: soprattutto nella catena degli appalti vengono applicati questi contratti per pagare meno i lavoratori. Ovviamente le deroghe non sono solo sulla paga, ma anche sui diritti. Vogliamo che i contratti applicati settore per settore siano quelli dei sindacati maggiormente rappresentati. Alcuni di questi contratti vengono applicati anche nei Comuni. Allora noi abbiamo deciso di partire con il Comune di Mantova: come Cgil Cisl e Uil nel mese di aprile abbiamo mandato una Pec dicendo: ‘guardate che all’interno dei vostri appalti ci sono dei contratti pirata. Vi chiediamo di metterli a posto’. Qualora l’Amministrazione Murari non ci convochi prima, in settembre proporremo un testo nostro sugli appalti con cui andremo direttamente a confrontarci con il Comune di Mantova”.
LA PIATTAFORMA IN SINTESI
La misurazione della rappresentanza. Tra i punti qualificanti della piattaforma figura la misurazione della rappresentanza attraverso il criterio misto di iscritti e voti.
Formazione, sicurezza, partecipazione. Ampio spazio ai temi della formazione e della sicurezza sul lavoro. Il documento pone l’accento sulla partecipazione dei lavoratori ai processi di cambiamento delle imprese.
Assetti contrattuali e salari. Si sottolinea la necessità di “rafforzare il modello di relazioni industriali e l’autonoma regolazione delle parti sociali in materia di assetti contrattuali e della rappresentanza”. Il sistema viene confermato su due livelli: contrattazione nazionale e contrattazione decentrata. La crescita delle retribuzioni dovrà essere “adeguata al reale recupero e incremento del potere di acquisto”. La piattaforma introduce inoltre la definizione del Trattamento Economico Minimo (TEM) e del Trattamento Economico Complessivo (TEC).
Durata dei contratti e recupero del potere d’acquisto. I contratti collettivi avranno durata triennale o quadriennale, con meccanismi di verifica annuale per la parte economica e strumenti per garantire il recupero del potere d’acquisto.
Rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro. La misurazione e certificazione della rappresentanza viene definita elemento essenziale per la certezza dei soggetti negoziali e per il contrasto al dumping contrattuale. Il sistema si basa sulla combinazione tra dato associativo e consenso elettorale, cioè iscritti e voti nelle elezioni delle rappresentanze sindacali. Le parti si impegnano a favorire la diffusione delle Rsu anche nelle imprese di minori dimensioni. Sul lato datoriale, la piattaforma prevede l’individuazione di criteri omogenei, certi e misurabili per la rappresentanza delle associazioni datoriali.


















