MANTOVA – Il sistema ETS (Emission Trading System), il mercato europeo che regola lo scambio delle quote di emissione di anidride carbonica (CO₂), deve essere rivisto per evitare che la transizione ecologica penalizzi la competitività delle imprese europee. È questo il messaggio lanciato da Confindustria Mantova, che sostiene la posizione comune assunta dalle principali organizzazioni industriali di Italia, Germania e Francia.
Per la prima volta, infatti, Confindustria, la federazione tedesca BDI e quella francese MEDEF hanno sottoscritto un documento congiunto chiedendo alla Commissione europea una profonda revisione del sistema ETS, affinché la riduzione delle emissioni proceda di pari passo con la tutela della capacità produttiva dell’industria europea.
L’ETS è il meccanismo introdotto dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra. Le aziende dei settori coinvolti devono acquistare o detenere quote corrispondenti alla CO₂ emessa: chi inquina meno può vendere le quote inutilizzate, mentre chi supera i limiti deve acquistarne di nuove sul mercato. Il sistema punta così a incentivare gli investimenti in tecnologie più pulite. Negli ultimi anni, però, il forte aumento del prezzo delle quote e l’elevata volatilità del mercato hanno alimentato le preoccupazioni delle imprese, soprattutto nei comparti ad alto consumo energetico e maggiormente esposti alla concorrenza internazionale.
Secondo Confindustria Mantova, il tema riguarda da vicino anche il tessuto produttivo locale. Germania e Francia rappresentano infatti due dei principali mercati di destinazione delle esportazioni mantovane e sono partner strategici di filiere produttive fortemente integrate con il sistema manifatturiero del territorio. Molte aziende della provincia condividono infatti catene di fornitura, investimenti e rapporti industriali consolidati con imprese tedesche e francesi. «Gli obiettivi climatici europei restano imprescindibili e le imprese sono pronte a continuare a investire nella transizione ecologica. Tuttavia, la sostenibilità ambientale non può essere perseguita ignorando la sostenibilità economica e industriale. La vera sfida non è scegliere tra industria e ambiente, ma costruire regole che consentano all’industria europea di guidare la transizione, anziché subirla», afferma il presidente di Confindustria Mantova, Fabio Viani.
L’associazione di via Portazzolo sottolinea inoltre la necessità di valutare con attenzione gli effetti che il sistema ETS ha avuto su investimenti, occupazione e capacità produttiva del continente, evitando che la decarbonizzazione si traduca nella delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con norme ambientali meno rigorose.
Per Viani, la presa di posizione congiunta delle associazioni imprenditoriali dei tre maggiori Paesi manifatturieri europei rappresenta un segnale significativo. «La recente presa di posizione congiunta di Confindustria, BDI e MEDEF è un segnale importante perché afferma con chiarezza che ambizione climatica e competitività industriale devono essere considerate obiettivi complementari. L’Europa deve creare condizioni che consentano alle imprese di investire, innovare e decarbonizzare senza compromettere la propria capacità produttiva. Difendere l’industria europea non significa ridurre gli obiettivi ambientali, ma rendere possibile la transizione attraverso pragmatismo, investimenti e regole coerenti con la realtà industriale».


















