Bilancio Lombardia, via libera della Corte. Il Pd: “Un miliardo preso dalla cassa sanitaria”

MANTOVA – Ok ai conti regionali, ma non mancano anche le criticità. La Corte dei conti ha parificato il Rendiconto generale della Regione Lombardia, confermandone la regolarità della gestione finanziaria e offrendo l’occasione per fare il punto sui principali risultati raggiunti nell’ultimo esercizio. Nel corso dell’udienza sono stati illustrati gli elementi che caratterizzano la situazione economico-finanziaria della Regione, con particolare riferimento agli investimenti del Pnrr, alla sanità, alla gestione del bilancio e alla sostenibilità dei conti pubblici.

La seduta è stata introdotta dal presidente della Sezione di controllo, Antonio Buccarelli. La relazione in aula è stata affidata al magistrato Rita Gasparo, mentre il procuratore regionale Paolo Evangelista ha svolto la requisitoria. Ad assistere all’udienza era presente anche il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani.

FONTANA: “LA REGIONE HA RIDOTTO LA SPESA”

Il presidente Attilio Fontana ha definito il giudizio di parifica “un importante momento di verifica che consente di valutare i risultati conseguiti e di orientare con maggiore consapevolezza le future scelte amministrative”, sottolineando come la Regione continui a coniugare investimenti, efficienza e rigore nella gestione delle risorse pubbliche. Tra i temi evidenziati dal governatore figura il forte avanzamento degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare nell’ambito della “Missione Salute”, con decine di Ospedali e Case di Comunità già operative, il potenziamento delle grandi apparecchiature sanitarie e la crescita costante dei servizi di telemedicina, che hanno superato quota 208mila pazienti presi in carico.

Fontana ha inoltre posto l’accento sul contenimento della spesa per le segreterie politiche, richiamando dati che testimoniano una progressiva riduzione dei costi degli uffici di diretta collaborazione. “Regione Lombardia non ha aumentato la spesa, ma l’ha progressivamente ridotta”, ha osservato il presidente, ricordando che il budget della Giunta è passato dai 7,1 milioni di euro della X legislatura agli attuali 6,16 milioni, mentre nel 2025 la spesa effettiva si è fermata a 5,32 milioni, generando un’economia di 845.000 euro rispetto alle risorse stanziate. “I dati di bilancio – ha aggiunto – dimostrano il pieno rispetto del principio dell’invarianza della spesa previsto dalla normativa nazionale”.

IL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELL’AGENZIA MOODY’S

Il vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza Marco Alparone invece evidenzia il contesto economico internazionale, sottolineando come la Lombardia debba affrontare le nuove sfide facendo leva sulla solidità dei propri conti pubblici. “I dati del Rendiconto – ha affermato Alparone – confermano la piena validità della gestione finanziaria regionale”, ricordando un saldo di cassa pari a 8,5 miliardi di euro, la capacità di evitare il ricorso alle anticipazioni di tesoreria e i risultati ottenuti nella tempestività dei pagamenti, con effetti positivi sulla liquidità a favore di imprese e fornitori.

Il vicepresidente ha quindi evidenziato il riconoscimento arrivato dall’agenzia internazionale Moody’s, che ha recentemente confermato alla Lombardia il rating Baa1 con outlook stabile, superiore a quello attribuito alla Repubblica Italiana (Baa2 stabile). “Si tratta di un risultato di particolare rilievo – ha dichiarato Alparone – perché certifica l’affidabilità finanziaria della Regione e premia una gestione improntata a prudenza, responsabilità e capacità di programmare. Il fatto che il rating della Lombardia si collochi a un livello superiore rispetto a quello dello Stato rappresenta una circostanza unica a livello mondiale e conferma la credibilità dell’azione amministrativa regionale anche nei confronti dei mercati finanziari”.

IL PD: “REGIONE INCAPACE DI SPENDERE LE RISORSE: RICORRE A 1 MILIARDO DI CASSA SANITARIA”

Chi fa notare le criticità è la minoranza e in particolare il Consigliere Marco Carra, che afferma: “Regione Lombardia è tra le ultime per capacità di spesa tra le Regioni più sviluppate con cui dovrebbe confrontarsi: fatica a programmare e spendere adeguatamente gli investimenti, siano essi fondi europei, fondi propri o fondi PNRR. La Corte dei conti bacchetta la Giunta regionale su questi temi. Non solo, il continuo ricorso a un miliardo di cassa sanitaria per far fronte agli investimenti propri viene rimarcato come una prassi pericolosa perché riduce la capacità di investimento sanitario e la possibilità di investimento futuro su temi cruciali come la salute dei cittadini lombardi. A ciò si aggiunge che il ricorso alla cassa sanitaria e oggi anche al tiraggio dei mutui, i cui interessi comprimono la spesa ordinaria dei servizi, serve a finanziare la legge mancia, una frammentazione degli investimenti, in ritardo e privi di un reale effetto moltiplicatore economico. Un’operazione che, dice la Corte, alla fine inciderà sulla disponibilità di cassa per 8,5 miliardi. Risorse in meno per le politiche che servono ai cittadini”.
“In generale la Regione Lombardia e la sua giunta – continua Carra – appaiono incapaci di reperire e spendere risorse mentre, lo dice sempre la Corte, i salari reali dei cittadini continuano a perdere valore, le disuguaglianze crescono, la natalità declina e i nuovi lombardi, provenienti da storie di immigrazione, non trovano politiche di integrazione. Sono proprio le emergenze su cui da anni ci battiamo, senza trovare risposte dalla destra e su cui oggi la Corte chiede un impegno maggiore”.
Altre criticità evidenziate da Evangelista nella sua relazione riguardano “una marcata disuguaglianza nella distribuzione dei redditi tra l’area metropolitana milanese e le province periferiche o montane, che determina una preoccupante asimmetria nell’accesso ai servizi pubblici essenziali”, il disallineamento occupazionale qualitativo, l’erosione dei salari reali e, non da ultimo, il consumo di suolo.