Dal Mantovano al Burundi: l’esperienza missionaria che ha cambiato Ingrid

SAN GIACOMO DELLE SEGNATE – Ha fatto esperienza di servizio in Burundi e poi, una volta tornata, l’ha raccontata in prima persona sul sito della Diocesi di Mantova. Ingrid Garosi, giovane mantovana di San Giacomo delle Segnate, da tre anni vive e lavora a Ginevra e, come racconta lei stessa, “custodivo da tempo un desiderio: vivere un’esperienza di missione, che mi permettesse non solo di vedere un luogo nuovo, ma di condividerne la vita quotidiana, le difficoltà, le speranze e la fede”.

“Parlando con don Matteo Pinotti, parroco di San Giacomo delle Segnate, ho espresso questo desiderio. – continua – È stato lui a mettermi in contatto con l’équipe della Diocesi di Mantova che accompagna i giovani interessati a vivere esperienze missionarie. Mi è stata quindi proposta la possibilità di conoscere la missione delle suore Bene-Umukama, presenti anche a Mantova ma originarie del Burundi. Ho accolto questa opportunità con entusiasmo, senza immaginare che sarebbe diventata una delle esperienze più profonde e trasformative della mia vita”.

E qui il racconto si sposta nel Paese africano: “Il mio soggiorno in Burundi – spiega Ingrid Garosi – è stato molto più di un semplice viaggio di volontariato. È stata un’esperienza umana, spirituale e personale che mi ha permesso di entrare in contatto con una realtà diversa dalla mia, fatta di semplicità, fede, resilienza e profonda dignità. Fin dal mio arrivo sono stata colpita dai colori e dall’energia di questa terra. Ma, più dei paesaggi, sono stati i volti delle persone a conquistarmi. Ovunque andassimo venivamo accolti da sorrisi sinceri, da saluti calorosi e da una gentilezza spontanea che non chiedeva nulla in cambio. Ho incontrato persone che possiedono poco dal punto di vista materiale, ma che sanno condividere quel poco con una generosità straordinaria. Bambini che giocano e ridono con una gioia contagiosa, donne che affrontano la quotidianità con coraggio e uomini che continuano a guardare al futuro con speranza nonostante le difficoltà”.

Ingrid Garosi invita altri giovani a seguire il suo esempio: “vivere un’esperienza come quella in Burundi significa uscire dalla propria zona di comfort, mettersi in discussione e crescere come persone. Non si tratta soltanto di aiutare gli altri: si tratta soprattutto di imparare. Si impara l’umiltà, la gratitudine, la capacità di ascolto, il valore della comunità e della fede. Si scopre che le differenze culturali non sono barriere, ma opportunità di arricchimento reciproco. Invito quindi i giovani mantovani a cogliere occasioni simili quando si presentano. Non serve essere esperti o avere competenze particolari per fare la differenza. Servono apertura, curiosità e disponibilità a lasciarsi trasformare dall’incontro con gli altri. Ogni persona che ho incontrato in Burundi mi ha insegnato qualcosa e credo che questa sia una delle più grandi ricchezze che possiamo ricevere nella vita”.