CURTATONE – Una pianta di ulivo, una targa che riporta il suo motto (“il plasma è democratico: viene dal popolo e torna al popolo”), centinaia di persone giunte appositamente per ricordarlo e, soprattutto, 7.500 sacche di plasma raccolte in un anno nel Mantovano, cifra in costante crescita. A cinque anni dalla scomparsa, l’eredità di Giuseppe De Donno è tutta in queste immagini e numeri.
Ancora una volta sono stati i giardini di Corte Spagnola a fare da palcoscenico al grande evento che celebra lo pneumologo che durante il Covid ebbe l’intuizione di usare il plasma iperimmune per salvare i pazienti e che proprio qui fu anche amministratore, nella duplice veste di assessore e vicesindaco di Curtatone. “Per me stasera è la chiusura di un ciclo – spiega il dottor Massimo Franchini, collega e “compagno di battaglie” di De Donno – in questi 5 anni abbiamo fatto studi come Mantova, ma anche con i colleghi europei e americani, perché siamo voluti arrivare a una parola definitiva se sia stato efficace il plasma iperimmune durante la pandemia. La conclusione, riportata su tutti gli articoli scientifici, è che il plasma iperimmune, se utilizzato secondo alcuni criteri, cioè precocemente, essendo un antivirale è molto efficace e molto specifico contro il Covid. Pertanto, in caso di future pandemie analoghe, deve essere utilizzato subito. Voglio ricordare che il plasma iperimmune è attualmente utilizzato dalla Fda americana”.
“Fin qui il lato professionale – continua Franchini – a me personalmente Giuseppe De Donno ha insegnato tantissimo dal punto di vista umano. Mi ha insegnato la dedizione assoluta ai pazienti. I pazienti vengono prima di tutto: un paziente di 18 anni e uno di 90 anni hanno lo stesso diritto di vivere e ricevere le migliori cure. Me l’ha insegnato in un periodo come quello del Covid in cui spesso si doveva scegliere chi salvare e chi no, perché non si avevano cure per tutti”. “Noi riteniamo – aggiunge l’assessore Claudio Montagnani – il ruolo del dottor De Donno sul nostro territorio, così come a livello nazionale, sia molto, molto importante. Lo ritengo un pioniere della medicina e della scienza, che ha creato un bel solco laddove è stato molto vicino al popolo. Nella storia è sempre il popolo che ti incorona e io sono convinto che se questo evento si ripete tutti gli anni, e tutti gli anni ci sono molte persone, vuole dire che ha lasciato un’identità molto positiva del suo lavoro, del suo modo di essere e del suo modo di vivere. Qua dove ci troviamo è stato anche un amministratore e ha sempre dimostrato capacità e anche una grande umanità”.
A rappresentare l’Avis è il presidente provinciale Giacomo Savi: “De Donno per noi è una figura importantissima, che ci ha aiutato a dare uno slancio enorme nella raccolta del plasma negli anni della pandemia. In quegli anni raccoglievamo 2.800 sacche di plasma all’anno, quest’anno abbiamo raggiunto le 7.500. Abbiamo in programma di aumentare ulteriormente la raccolta, da maggio abbiamo potenziato la struttura di Avispark con due nuove macchine per il plasma, contiamo di arrivare presto alle 9mila sacche ma poi abbiamo dei progetti a venire, che metteremo in campo dall’anno prossimo, che ci porteranno a raccogliere fino a 11mila sacche, quindi a raggiungere l’autosufficienza a livello provinciale”.


















