Il Bar Lasagna impugna la chiusura e rilancia: «Serve tavolo urgente sulla sicurezza»

MANTOVA – Il Bar Lasagna annuncia la decisione di ricorrere al Tar contro il provvedimento di chiusura disposto lo scorso 15 giugno. Una scelta maturata, spiega il titolare Marco Lasagna, dopo che sarebbe rimasta senza risposta la richiesta avanzata ad agosto a Questore, Prefetto e sindaco di Mantova per la convocazione di un tavolo tecnico sulla sicurezza e il decoro di piazza Broletto.

«A seguito del provvedimento di chiusura del Bar Lasagna del 15 giugno 2026 e della solidarietà dimostrata da tanti cittadini che hanno sottoscritto una raccolta firme “per un centro storico vivo, sicuro e giusto” – scrive Lasagna – anche alla luce degli ulteriori episodi che hanno segnato la nostra città, il 12 agosto abbiamo richiesto al Questore di Mantova, al Prefetto di Mantova e al sindaco la convocazione di un tavolo tecnico per individuare soluzioni operative condivise volte a ripristinare e garantire la sicurezza e il decoro di piazza Broletto». Secondo il titolare dello storico locale, però, quella richiesta non avrebbe finora ricevuto alcun riscontro. Da qui la decisione, annunciata ora, di rivolgersi alla giustizia amministrativa.

«Ad oggi nessuno ha ritenuto di riscontrare la nostra richiesta – prosegue Lasagna – tanto da costringerci a decidere di impugnare il provvedimento davanti al Tar, nella speranza che si possa finalmente comprendere cosa vivono gli esercenti, oltre che i cittadini, a causa di una situazione a cui, purtroppo, non si è ancora posto rimedio».

Il ricorso al Tar non compare nell’istanza presentata nel mese di agosto, ma rappresenta un passaggio successivo annunciato ora dal gestore. Il documento inviato alle istituzioni era infatti incentrato soprattutto sui problemi di sicurezza di piazza Broletto e sulla richiesta di individuare misure condivise per affrontarli. Lasagna, legale rappresentante del bar che svolge la propria attività in piazza Broletto dal 1988, ricostruisce nell’istanza una lunga serie di episodi di microcriminalità, risse, aggressioni e vandalismi verificatisi negli ultimi anni nella piazza e nelle zone limitrofe. La tesi sostenuta nel documento è che tali fenomeni non siano legati alla presenza o alla condotta del singolo esercizio commerciale, ma costituiscano una problematica più ampia che coinvolge il centro storico.

Nel documento vengono ricordati numerosi fatti di cronaca avvenuti tra il 2024 e il 2026, compresi episodi che avrebbero visto direttamente coinvolto il personale del Bar Lasagna nel tentativo, secondo quanto ricostruito dal titolare, di evitare che alcune situazioni degenerassero. Tra questi anche quanto accaduto il 7 giugno scorso, quando all’esterno del locale sarebbe scoppiata una violenta aggressione ai danni di un giovane. Lasagna sostiene che il personale del bar, in attesa dell’arrivo delle pattuglie già allertate, sarebbe intervenuto per prestare aiuto alla vittima.
Nell’istanza viene poi ricostruito l’episodio della notte del 14 giugno, poche ore prima del provvedimento di sospensione. Secondo quanto riportato, dopo il rifiuto di servire bevande alcoliche a un giovane ritenuto molesto, il personale avrebbe contattato il 112 per segnalare la presenza del gruppo. Poco dopo si sarebbe verificata un’aggressione, lontano dal plateatico del Bar Lasagna, e anche in quel caso alcuni addetti sarebbero intervenuti per proteggere la persona aggredita fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

A seguito di quegli episodi era quindi arrivato il provvedimento di chiusura temporanea del locale ai sensi dell’articolo 100 del Tulps. Nel documento Lasagna ribadisce di avere sempre collaborato con le forze dell’ordine e sostiene che le criticità della piazza siano proseguite anche durante il periodo di chiusura del bar. Dopo la riapertura era inoltre partita la raccolta firme “per un centro storico vivo, sicuro e giusto”, sottoscritta da cittadini, clienti, residenti e operatori commerciali. Nell’appello si chiedeva alle istituzioni di distinguere le responsabilità degli autori dei singoli episodi da quelle degli esercenti e di evitare che le conseguenze dei comportamenti illeciti di terzi finissero per ricadere sulle attività economiche.
Da qui anche le richieste operative contenute nell’istanza: un incremento dei controlli delle forze dell’ordine e della Polizia Locale in piazza Broletto e nelle zone vicine, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana; l’apertura di un tavolo di confronto e coordinamento con commercianti e residenti; e un protocollo d’intesa per la gestione in sicurezza dei plateatici e il potenziamento della videosorveglianza urbana.
Lasagna torna ora a sollecitare quel confronto, nonostante la decisione di intraprendere anche la strada del ricorso amministrativo.
«Tutti speriamo in un incontro – conclude – che possa portare ad una definitiva risoluzione del problema».