MANTOVA – Grande successo per la pastasciutta antifascista di Mantova organizzata al Boccio: con la partecipazione di un migliaio di persone e 80 Kg di pasta offerti, l’evento si è confermato, ancora una volta, molto più di una cena.
Mantova, successo per la pastasciutta antifascista: mille partecipanti e 80kg di pasta offerti
Ospitata nello spazio di Arcifesta, è stata un momento di comunità, memoria e condivisione. Tante persone, di età e percorsi diversi, lavoratori, studenti e famiglie con bambini si sono ritrovate a tavola per ricordare un gesto semplice: la pastasciutta offerta dalla famiglia Cervi il 25 luglio 1943 per festeggiare la caduta del fascismo.
Lo spirito della serata è stato quello dell’incontro, delle conversazioni e della consapevolezza che la democrazia si alimenta anche attraverso momenti di festa. Soddisfatti Arci Provinciale e CGIL Mantova, organizzatori dell’iniziativa, così come ANPI, presente con la sezione cittadina intitolata a Felice Tolazzi.
La data richiama uno degli episodi più significativi della storia della famiglia Cervi, radicata nel cattolicesimo sociale emiliano. Il 25 luglio 1943, alla notizia della caduta del regime di Mussolini, Alcide Cervi e i suoi figli decisero di festeggiare insieme all’intera comunità di Campegine. Acquistarono a credito burro e formaggio, fecero macinare il loro grano e prepararono 380 chili di pasta, distribuiti gratuitamente agli abitanti del paese.
Quella non fu soltanto una festa, ma un gesto di condivisione e di speranza per la fine della guerra e della dittatura. Di lì a poco sarebbero purtroppo arrivati la violenza dell’occupazione tedesca, il regime fantoccio di Salò e la Resistenza; il 28 dicembre dello stesso anno i sette fratelli Cervi sarebbero stati fucilati dai fascisti al poligono di Reggio Emilia. Il programma della serata è proseguito con la presentazione dell’ultimo libro di Giuseppe Civati e l’esibizione di Daniele Goldoni con il suo canzoniere “parole di popolo”.
Una tradizione popolare sentita e che a maggior ragione “continua a essere necessaria – secondo gli organizzatori -, per le numerose critiche ricevute online da esponenti di destra e militanti neofascisti”. “Se un piatto di pasta dedicato alla libertà è ancora capace di suscitare fastidio, polemiche o incomprensioni – conclude un giovane volontario -, significa che fare memoria è ancora attuale e necessario”.
















