MANTOVA – Incognita meteo-climatica per la zucca, regina della tavola virgiliana e vero e proprio toccasana per le proprietà antiossidanti, diuretiche e per la presenza di betacarotene e vitamine. In questa estate torrida, dove a frequenti ondate di calore (è in corso la quarta), bombe d’acqua e tempeste di grandine, il futuro delle zucche nelle campagne mantovane – dove sono coltivate diverse varietà, a partire dalla “storica” Capèl da prét fino alla Delica, alla Violina, alla Tonda Padana e alla Hokkaido (quella arancione protagonista di Halloween) – appaiono quanto mai appese a un filo. Lo rivela Coldiretti Mantova, alla luce di un sondaggio fra i produttori.
Lorenzo Calciolari, storico produttore a San Rocco di Quistello di zucca di varietà Capèl da prét, alla quale sta dedicando una serie di studi in collaborazione con le Università di Milano e Pavia, è attualmente pessimista.
“Quest’anno ho ampliato leggermente la produzione, arrivando a sfiorare i 10 ettari – commenta Calciolari –. Sono stato miracolato finora dalla grandine, ma il caldo anomalo dello scorso giugno ha fermato l’impollinazione delle api e così, al posto di quattro o cinque zucche per pianta di cosiddetto ‘primo fiore’, oggi ne compare solo uno, con una perdita consistente. Vedremo come evolverà con il secondo fiore, ma ad oggi possiamo stimare una perdita anche del 70%, un crollo che non avevo mai visto in 30 anni”.
Le ripercussioni non saranno solamente produttive, perché – ad un taglio delle rese in campo – corrispondono maggiori costi di gestione, con il rischio di squilibri economici per le imprese agricole.
Ad aggravare il quadro ci ha pensato la grandine, che dove ha colpito ha distrutto le zucche, provocando buchi e spaccature, esponendo anche gli ortaggi meno lesionati all’attacco di oidio e peronospora. “La zona di Sermide ha sofferto molto le grandinate – dichiara Andrea Costa, presidente di Coldiretti Felonica -. E dove ha colpito la perdita delle zucche è stata compresa fra il 70% e il 100 per cento. Il 2026 per le zucche è un’annata decisamente incerta”.
Anche Francesca Nadalini, produttrice di Sermide con una cinquantina di ettari, conferma pesanti perdite sui primi frutti, in seguito alle bombe di ghiaccio che si sono abbattute lo scorso 21 luglio. Non perde, tuttavia, l’ottimismo. “Attendiamo i nuovi frutti e vediamo quanti saranno – dice -. Per ora il danno è stato limitato intorno al 10%, in zona è andata anche peggio”.
In provincia di Mantova sono circa 950 gli ettari coltivati a zucche, il 58% di tutta la superficie della Lombardia dedicata all’ortaggio, secondo le elaborazioni di Coldiretti Mantova su dati Istat.


















