“San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla…”.
Così Giovanni Pascoli, nella celebre poesia X agosto, raccontava quel cielo attraversato dalle “stelle cadenti” che da generazioni accompagna la notte di San Lorenzo. E anche stasera, 10 agosto, saranno in tanti a stare con il naso all’insù in attesa di esprimere un desiderio. Ma quest’anno per assistere al momento migliore dello spettacolo bisognerà aspettare ancora un paio di giorni: il picco delle Perseidi è atteso tra la sera di mercoledì 12 e le prime ore di giovedì 13 agosto.
E proprio il 12 agosto il cielo regalerà un doppio spettacolo particolarmente suggestivo: prima l’eclissi parziale di Sole, che a Mantova arriverà a oscurare circa il 91-92% del disco solare, poi, con l’arrivo della notte, il momento culminante delle Perseidi, le celebri “stelle cadenti di San Lorenzo”.
Quello del 2026 si annuncia inoltre come un appuntamento particolarmente favorevole. Il 12 agosto sarà infatti Luna nuova e l’assenza del chiarore lunare permetterà di distinguere anche le meteore meno luminose, soprattutto allontanandosi dai centri abitati e dall’inquinamento luminoso. Una situazione decisamente migliore rispetto al 2025, quando durante il massimo delle Perseidi la Luna era illuminata per oltre l’80% e aveva ridotto notevolmente il numero di meteore visibili.
Lo sciame è attivo già dal 17 luglio e continuerà fino al 24 agosto, ma il momento più interessante arriverà appunto nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Il massimo è atteso nelle prime ore del 13. L’attività resterà comunque elevata per diverse ore e, dall’Italia, le condizioni per osservare le Perseidi miglioreranno progressivamente nel corso della notte, diventando particolarmente favorevoli nelle ore che precedono l’alba. Nelle migliori condizioni possibili, durante il picco lo sciame può raggiungere circa 100 meteore all’ora. Il numero di stelle cadenti che sarà realmente possibile vedere sarà però inferiore e dipenderà soprattutto da quanto sarà buio il cielo, dalla presenza di nuvole o foschia e dall’inquinamento luminoso.
Il 12 agosto doppio spettacolo nel cielo
La giornata di mercoledì 12 agosto sarà dunque speciale per due fenomeni astronomici concentrati nel giro di poche ore. Poco prima delle 19.30 arriverà l’eclissi di Sole, totale lungo una fascia che attraverserà l’Artico, la Groenlandia, l’Islanda e il nord della Spagna e visibile invece come parziale dall’Italia. E il Mantovano sarà tra le zone italiane in cui il fenomeno risulterà comunque piutosto evidente, la copertura sarà comunque ancora maggiore in alcune zone del Nord-Ovest: a Ventimiglia raggiungerà circa il 94,8% mentre scenderà al 79,4% a Roma e al 40,4% a Palermo.
Il fenomeno si verificherà con il Sole ormai basso sull’orizzonte e vicino al tramonto. Per osservarlo sarà indispensabile proteggere gli occhi: non si deve mai guardare direttamente il Sole senza filtri certificati per l’osservazione solare, nemmeno durante le fasi parziali. I normali occhiali da sole non sono sufficienti. Terminata l’eclissi e calato il buio, l’attenzione si sposterà quindi sulle Perseidi.
Dove guardare per vedere le Perseidi
Per godersi al meglio le stelle cadenti il consiglio è quello di scegliere un luogo il più possibile lontano dalle luci delle città, con un’ampia visuale del cielo. Il punto dal quale le meteore sembrano provenire, chiamato radiante, si trova nella costellazione di Perseo: per individuarne la zona si può guardare verso nord-est, aiutandosi anche con la caratteristica forma a “W” della costellazione di Cassiopea.Non è comunque necessario fissare direttamente il radiante: le scie possono infatti comparire in diverse zone del cielo. Conviene quindi sistemarsi comodamente e lasciare agli occhi almeno una ventina di minuti per abituarsi al buio, evitando nel frattempo di guardare continuamente lo schermo luminoso del cellulare.
Da dove arrivano le “stelle cadenti”
Nonostante il nome con cui sono comunemente conosciute, le stelle cadenti non sono stelle. Le Perseidi sono prodotte da minuscoli frammenti lasciati nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, che impiega poco più di 130 anni per completare un’orbita intorno al Sole. Ogni anno la Terra attraversa la regione in cui sono disseminati questi detriti. Quando le piccole particelle entrano nell’atmosfera terrestre a velocità elevatissime vengono progressivamente consumate, producendo le caratteristiche scie luminose che attraversano il cielo.Il nome Perseidi deriva dal fatto che, per un effetto prospettico, le loro traiettorie sembrano convergere verso uno stesso punto della costellazione di Perseo, il cosiddetto radiante. Il passaggio del 2026 presenta inoltre un elemento di interesse scientifico: nel pomeriggio del 12 agosto la Terra dovrebbe avvicinarsi a una vecchia scia di detriti lasciata dalla Swift-Tuttle durante il passaggio del 1079. Non è possibile prevedere se questo determinerà un aumento significativo delle meteore, ma il fenomeno rende ancora più interessante il monitoraggio dello sciame.


















