La Lombardia è la regione del nord Italia in cui si cerca con maggiore intensità il gioco online fuori dal circuito legale. Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su cinque anni di dati di Google Trends, focalizzata su quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per raggiungere piattaforme prive di licenza italiana. In Lombardia il fenomeno resta sotto i livelli del Mezzogiorno, ma davanti a ogni altro territorio settentrionale. Sullo sfondo, un mercato illegale che in Italia vale 3 miliardi di euro l’anno.
Sulla ricerca “casinò non AAMS”, la formula più utilizzata per individuare gli operatori senza licenza in Italia, la Lombardia ottiene 80 punti e si colloca all’ottavo posto nazionale, appaiata al Lazio. È il posizionamento più alto tra le regioni settentrionali, davanti a Piemonte (74), Emilia-Romagna (70), Veneto e Friuli-Venezia Giulia (68), mentre la classifica generale è guidata dalla Basilicata (100), seguita da Molise e Sicilia (97).
Il divario con il Mezzogiorno e il peso dei numeri assoluti
Il primato settentrionale va letto insieme al divario che separa il Nord dal resto del Paese: le prime sei posizioni della graduatoria sono tutte occupate da regioni meridionali e il primo territorio fuori dal Mezzogiorno è l’Abruzzo, settimo con 85 punti. Nelle altre classifiche la Lombardia resta più indietro: 66 punti su “Telegram casino” e 30 su “trucchi slot“, undicesima alla pari con Marche, Liguria, Toscana e Veneto, mentre non compare nella graduatoria dei “casinò stranieri”, ristretta a cinque territori. C’è però un elemento che il punteggio non restituisce. I valori elaborati da Google Trends misurano l’interesse relativo, cioè quanto una ricerca incide sul totale delle query di un territorio, e non i volumi assoluti: in una regione da dieci milioni di abitanti, la prima d’Italia per popolazione, anche un piazzamento a metà classifica corrisponde a un numero di ricerche considerevole in termini assoluti.
Un mercato nazionale da 3 miliardi l’anno
Le ricerche analizzate si inseriscono in un contesto di dimensioni rilevanti. Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo di euro nel semestre e circa 3 miliardi su base annua. Si tratta inoltre di un circuito difficile da contrastare: a ogni dominio oscurato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ne subentra in poche ore un altro identico, che conserva i dati di registrazione e il saldo degli utenti, mentre le community su Telegram provvedono a comunicare i nuovi indirizzi. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell’età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite.
“I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, commenta Daniele Alfieri, responsabile Media & Pr di Casinos.com. “Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore”.
L’analisi è stata condotta da Casinos.com sui dati Google Trends degli ultimi cinque anni, limitatamente alle ricerche effettuate dall’Italia, per quattro parole chiave: “casinò non AAMS”, “trucchi slot”, “Telegram casino” e “casinò stranieri”. I punteggi, compresi tra 0 e 100, esprimono l’interesse relativo di ciascuna regione e non valori assoluti. Le regioni che non compaiono in una graduatoria non registrano un volume di ricerche sufficiente. I volumi mensili citati sono stimati tramite Ahrefs.

















