GONZAGA – «Dobbiamo capire se la filiera della carne bovina vuole davvero scommettere sul Made in Italy, valorizzando presso i consumatori il grande patrimonio della carne italiana – dove benessere animale e sostenibilità sono ormai elementi identitari – oppure se il futuro del nostro Paese sarà dipendere dalle importazioni, con il rischio di compromettere definitivamente un settore che già oggi presenta livelli critici di approvvigionamento». Non usa giri di parole Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova, intervenendo al convegno della Millenaria dedicato a “Il futuro della carne bovina italiana: consumi, filiera e strategie per il rilancio”.
Mantovani richiama la necessità di un equilibrio lungo tutta la filiera: «Se non si coinvolgono anche i macellatori, gli allevatori continuano a sostenere costi eccessivi mentre i prezzi nella Gdo aumentano senza generare un ritorno economico adeguato per chi produce».
Consumi in calo e nuovi scenari di mercato
Il settore vive una fase complessa: campagne contro la carne rossa, aumento dei prezzi e riduzione del potere d’acquisto hanno inciso sui consumi. Nel 2025 gli acquisti di carne bovina sono scesi dell’1,1% in quantità, mentre il valore è cresciuto del 7,6%, con una domanda crescente di prodotti di servizio: hamburger, marinati, pronti a cuocere, polpette e bocconcini per aperitivi, mix per barbecue e burger per serate domestiche.
«Stanno cambiando anche i canali di acquisto – osserva Manuela Soressi, giornalista esperta di food – con Gdo e discount che aumentano le quote di mercato a discapito delle macellerie, che in dieci anni hanno perso oltre 5.200 punti vendita».
Le risposte della politica
Regione Lombardia ha avviato nelle scorse settimane il Tavolo della carne bovina, coinvolgendo i centri studi di Ismea e Clal per analizzare costi di produzione e quotazioni. «Nel tempo si è creato uno scollamento nella filiera, con il ruolo degli allevatori ampiamente sottovalutato – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi –. Oggi celebriamo appena il 37,6% di autosufficienza sulla carne bovina: una percentuale che non rende merito alla qualità degli allevatori italiani».
Beduschi ricorda che la spinta per inserire un sostegno da 300 milioni di euro alla zootecnia nel decreto Coltivaitalia – che vale complessivamente 1 miliardo – è arrivata proprio dalla Lombardia e dal Consorzio lombardo produttori di carne bovina. Il provvedimento, già approvato alla Camera, dovrebbe completare l’iter entro l’anno. «Si inserisce in un quadro di stanziamenti record: in due anni il ministro Lollobrigida ha erogato quasi 17 miliardi di euro a livello nazionale».
Filiera, trasparenza e qualità
«Da tre anni utilizziamo una blockchain che certifica ogni passaggio della carne – spiega Massimiliano Ruggenenti, presidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina –. La qualità è garantita. Il punto è: il consumatore lo sa? Oppure continuerà a scegliere solo in base alla variabile economica?».
Il ruolo della distribuzione
Sostegno alla carne bovina italiana arriva anche dalla Grande Distribuzione Organizzata. «Dobbiamo rilanciare i valori della carne italiana – afferma Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione – spiegando caratteristiche, qualità nutrizionali e inserendole nel trend salutistico che valorizza le proteine. Sostenibilità, eticità degli allevamenti e benessere animale possono essere leve decisive per invertire il trend dei consumi». Secondo Buttarelli, «la Gdo è pronta ad ascoltare i consumatori, ma serve lavorare molto sulla domanda e migliorare la comunicazione: il consumo oggi è stabile, ma dobbiamo trasmettere con più forza gli elementi positivi della carne bovina italiana».




















