Il padre del web Berners-Lee al Festivaletteratura: regolamentiamo i social e intelligenza artificiale

MANTOVA – Dalla decisione di non brevettare la rete nel 1990 per donarla al mondo, fino alle sfide attuali poste da social network e intelligenza artificiale: Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web è stato il protagonista oggi al Festivaletteratura. La responsabilità digitale, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, la tutela dei minori sui social, sono i temi chiave affrontati sul palco di Piazza Castello oggi davanti a un folto pubblico. A colloquio con Riccardo Luna, autore del saggio “Qualcosa è andato storto”, si ritorna al dicembre del 1990, quando nei laboratori del CERN di Ginevra, Tim Berners-Lee inventò qualcosa che avrebbe trasformato in profondità ogni aspetto della vita umana nel giro di pochi decenni: il World Wide Web. In poco tempo internet avrebbe cambiato totalmente il modo in cui ci informiamo, lavoriamo, viviamo. Decise di non brevettare la sua invenzione, non commercializzarla, ma anzi consegnarla all’umanità, il suo desiderio era che restasse uno spazio aperto e un bene comune, non a caso le prime parole che digitò nel 1990 su un computer NeXT (la società di Steve Jobs), furono: “Questo è per voi”, frase che è oggi il titolo del suo ultimo libro.

Il web è per tutti e deve continuare ad esserlo – ha esordito ricordando quanti cambiamenti sono sopravvenuti dal 1990 – le piattaforme social però hanno creato una dipendenza, cercando di trattenere gli utenti collegati il più a lungo possibile: è necessario intervenire su questa criticità che può portare gravi danni alle giovani generazioni”. Negli Stati Uniti migliaia di cause stanno spingendo ad affrontare il problema con urgenza e ci sono già progetti di tutela dei giovanissimi: “Come per la guida dei veicoli e l’uso di bevande alcoliche, è giusto tracciare linee di confine anagrafiche per proteggere i più giovani, senza negare loro l’informazione”, ha commentato Berners-Lee. Il dialogo, spinto dalle acute domande di Riccardo Luna, ha toccato anche la vertiginosa accelerazione dell’intelligenza artificiale, tema di strettissima attualità. La rete è ormai molto cambiata e l’introduzione massiccia dei contenuti creati da A.I. ha avuto un enorme impatto: “Non avrei mai creduto che si sarebbe sviluppata così velocemente – continua – ora è necessario prestare molta attenzione e rimanere sempre critici di fronte alle novità: l’intelligenza artificiale va regolamentata, bisogna gestirla e contenerla per ottenere risultati positivi: il rischio del suo sviluppo incontrollato è il suo enorme potere persuasivo”. In prima fila ad ascoltarlo Rosemary la sua compagna di vita, (insieme gestiscono la “Fondazione per la tutela del web”), da lui definita con affetto “colei che porta ordine nel mio caos”.

Oggi il web appare più fragile che mai, stretto tra il potere delle grandi piattaforme e l’impatto dei social sulla salute mentale e sulla democrazia: Berners-Lee dichiara convinto che è necessario ripensare le regole, riprogettare i sistemi, rifiutare il degrado del sistema digitale. Con uno sguardo lucido sull’attualità, ribadisce il diritto degli essere umani di restare al primo posto. L’incontro si è chiuso con un finale intenso, tratto dal suo libro, su come mantenere l’umanità al centro della tecnologia: “L’impatto enorme di tutti questi sistemi sarà positivo o negativo, a seconda di cosa permetteremo loro di fare: spetta a noi decidere cosa vogliamo che il web sia. Possiamo ancora costruire il futuro che vogliamo, c’è ancora tempo per creare macchine al servizio dell’uomo ed evitare l’opposto, per usare la tecnologia per difendere i nostri diritti, riconquistare la sovranità dei dati. C’è ancora tempo perché l’individuo, il bambino, il genitore, l’anziano, l’Occidente, l’Oriente, i paesi in via di sviluppo si uniscano per creare tecnologie che promuovano la dignità della nostra fragile specie su questo pianeta isolato. Possiamo farcela tutti insieme, ognuno di noi, uniti”.