MANTOVA – Non si tratta dell’apertura di un nuovo conto corrente, ma del semplice aggiornamento del legale rappresentante di un conto BancoPosta intestato all’ANMIC Mantova e operativo da circa cinquant’anni. Eppure, tra i documenti richiesti per completare la pratica, figurano anche una dichiarazione relativa ai soci fondatori e, qualora deceduti, i relativi certificati di morte o una dichiarazione di irreperibilità.
A denunciare la vicenda è il Presidente Provinciale dell’ANMIC Mantova, Maurizio Santisi, recentemente eletto alla guida dell’Associazione.
«La nostra Associazione è presente sul territorio da decenni, dispone di un proprio codice fiscale, di uno statuto, di organi sociali regolarmente eletti e di un conto BancoPosta storico. Non stiamo chiedendo di aprire un nuovo conto corrente, ma semplicemente di aggiornare la firma del nuovo Presidente, quale legale rappresentante dell’Associazione.»
Secondo Santisi, la richiesta sembrerebbe derivare da un evidente equivoco amministrativo.
«Ho l’impressione che la pratica sia stata trattata come se riguardasse la costituzione di un nuovo ente, mentre si tratta esclusivamente della variazione del legale rappresentante di un conto già esistente da circa cinquant’anni. Diversamente, sarebbe difficile comprendere il motivo di richieste come quella relativa ai soci fondatori o, addirittura, ai loro certificati di morte.»
Il Presidente precisa di comprendere pienamente le esigenze di controllo previste dalla normativa bancaria e antiriciclaggio, ma ritiene che tali verifiche debbano essere proporzionate alla natura della pratica.
«L’ANMIC Mantova rappresenta ogni giorno centinaia di persone con disabilità e le loro famiglie. È singolare che un’associazione storica, che opera da decenni sul territorio e che deve semplicemente aggiornare il nominativo del proprio Presidente, si trovi di fronte ad un iter che sembra riferirsi alla costituzione di un’associazione nuova.»
L’ANMIC Mantova ha chiesto formalmente il riesame della pratica, confidando che si tratti di un errore procedurale e che la situazione possa essere risolta rapidamente.
«La nostra non vuole essere una polemica nei confronti di Poste Italiane, ma un invito a distinguere le situazioni concrete. La burocrazia è già un ostacolo quotidiano per le persone con disabilità; sarebbe auspicabile che non diventasse un ostacolo anche per le associazioni che ogni giorno lavorano per tutelarne i diritti.»
ANMIC Mantova auspica ora un rapido chiarimento della vicenda, affinché il rapporto storico con Poste Italiane possa proseguire senza ulteriori ritardi, nell’interesse dell’Associazione e soprattutto dei cittadini che quotidianamente si rivolgono ai suoi servizi.

















