(Adnkronos) – Anomala crescita di casi di infezioni da Sars-CoV 2 in Francia. I consulti medici per Covid sono aumentati del 76% in una settimana nel Paese, secondo i dati ministeriali riportati dalla stampa.
Tra tutti i pazienti che arrivano negli i ambulatori dei dottori di medicina generale, 1 su 5 presenta ormai sintomi respiratori che suggeriscono un’infezione virale, con i classici sintomi – febbre sopra ai 38 gradi e mal di testa – difficile da differenziare senza i test, che tornano quindi in auge, mentre la sanità pubblica continua la sorveglianza e il monitoraggio delle varianti. Nel Paese la campagna vaccinale comincerà, in contemporanea con l’antinfluenzale, più tardi, il 15 ottobre, rispetto all’Italia dove parte già da inizio mese.
I professionisti della salute tornano a ricordare l’importanza delle misure di protezione individuale, dell’uso della mascherina, del lavaggio delle mani, della vaccinazione per le persone a rischio. Tra le categorie che hanno priorità nella vaccinazione Oltralpe ci sono le donne in gravidanza, i pazienti asmatici, affetti da Bpco, da patologie cardiache, da diabete, da problemi renali o immunocompromessi.
Questo trend è “un segnale da seguire con massima attenzione, senza allarmismi, ma anche senza considerare Sars-CoV-2 un problema ormai archiviato”, è il monito del virologo Fabrizio Pregliasco. “Quello che stiamo osservando conferma una caratteristica che il Covid ha mostrato negli ultimi anni: il virus non è scomparso e continua a procedere per ondate, favorite dall’evoluzione delle varianti, dal progressivo calo dell’immunità e dall’aumento delle occasioni di contatto”, sottolinea il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano. Il medico lancia un appello: “Vaccinare ora le persone fragili”.
“Non siamo di fronte a un ritorno alla pandemia né, allo stato attuale, a una nuova emergenza paragonabile a quella vissuta negli anni scorsi”, chiarisce Pregliasco. “Lo scenario è profondamente diverso: la popolazione – ricorda il past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International – dispone di un’immunità molto più ampia, sono disponibili vaccini e antivirali, e abbiamo una maggiore capacità di diagnosi e trattamento. Sarebbe però altrettanto sbagliato concludere che il Covid sia diventato irrilevante. L’aumento dei casi segnalato in diversi Paesi si inserisce infatti in un quadro internazionale nel quale Sars-CoV-2 continua a circolare. I numeri devono essere interpretati con prudenza, anche perché oggi si effettuano molti meno test e numerosi Paesi hanno ridotto la sorveglianza sistematica. Il dato da osservare”, dunque, “non è soltanto il numero dei positivi. È necessario guardare, soprattutto, a ricoveri, terapie intensive e decessi, perché sono questi gli indicatori che permettono di valutare l’impatto sanitario reale della circolazione virale”. Sul fronte varianti, “al momento non emergono indicazioni tali da far pensare a un sostanziale aumento della gravità clinica”, rassicura l’esperto. “Le varianti cambiano e continueranno a cambiare, è parte della normale evoluzione del virus”. E “una maggiore capacità di diffusione non significa automaticamente una maggiore aggressività”.
“L’arrivo dell’autunno introduce però un elemento ulteriore. Sars-CoV-2 – prospetta Pregliasco – dovrà condividere la scena con influenza, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus e numerosi altri agenti responsabili delle infezioni respiratorie. Il vero rischio dei prossimi mesi è quindi la sovrapposizione dei virus respiratori, che può determinare un aumento complessivo delle persone malate e, soprattutto, una maggiore pressione su medicina generale, pronto soccorso e ospedali”. Come sempre la parola d’ordine è “prevenzione” e “l’attenzione deve concentrarsi in particolare su anziani, persone fragili, immunodepressi e pazienti con patologie croniche”, esorta il virologo. “Per le persone anziane e fragili – consiglia – questo è il momento di programmare le vaccinazioni raccomandate contro Covid e influenza. La co-somministrazione, quando indicata, permette di sfruttare un’unica occasione vaccinale e di arrivare protetti alla fase di maggiore circolazione dei virus respiratori. Non servono ritorni generalizzati alle restrizioni, ma buon senso e responsabilità individuale. In presenza di febbre, tosse o altri sintomi respiratori è opportuno evitare contatti con persone fragili; nei contesti affollati, e soprattutto quando si entra in contatto con anziani o immunodepressi, la mascherina rimane uno strumento semplice di protezione”. Chiosa Pregliasco: “Il Covid non è tornato, perché in realtà non se n’è mai andato. È cambiato il nostro rapporto con il virus. La sfida oggi non è tornare a vivere nell’emergenza, ma convivere con Sars-CoV-2 proteggendo soprattutto chi rischia di più”.

















