PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La sua prima partita da ct della Francia davanti al suo pubblico contro la squadra contro cui ha chiuso la sua carriera in nazionale e nel calcio, in una finale mondiale passata alla storia per la sua testata a Materazzi. Uno strano scherzo del destino quello che il sorteggio di Nations League ha riservato a Zinedine Zidane, che ha iniziato come meglio non poteva la sua carriera alla guida dei Blues, con le vittorie esterne in Turchia e Belgio, e che domani affronterà gli azzurri allo Stade de France, il suo esordio in patria. “E’ una grande emozione – confessa Zizou – Siamo pronti per questa terza partita, l’abbiamo preparata bene, non ci sono particolari problemi. Cercheremo di vincere davanti al nostro pubblico”. In uno stadio dove ha alzato al cielo la Coppa del Mondo nel 1998 (“averlo vinta, per di più contro il Brasile, era un sogno di tutti”), Zidane ritrova quell’Italia che invece gli ha negato il bis otto anni dopo, con quel rosso che ha macchiato il suo finale di carriera. “Le immagini me lo ricordano sempre, vanno in onda dappertutto ma non ho fatto solo questo, ci sono immagini di me più belle – prova a smorzare i toni Zidane – La Juve e l’Italia sono molto speciali per me, è lì che sono diventato un giocatore importante. Non ho rimorsi, fa parte della mia carriera, non ne sono fiero ma fa parte di un percorso – aggiunge sulla testata a Materezzi – Tutti facciamo qualcosa che non è il massimo ma adesso si va avanti e pensiamo a quello che succederà domani, è su questo che mi concentro”. Consapevole delle pressioni (“se ho paura di deludere? Non ci ho mai pensato, altrimenti non sarei qui. Ho una squadra pazzesca”), Zidane affronta un’Italia che sta cercando di ripartire con Mancini dopo tre Mondiali vissuti da spettatrice. “E’ una bella squadra, non è magari la stessa di una volta ma ci sono dei cicli. E’ una squadra complicata, ci attende una partita difficile: hanno perso col Belgio ma hanno vinto bene in Turchia, domani dovremo essere concentrati e giocare al meglio. Vedere l’Italia fuori dal Mondiale per tre volte è qualcosa di incredibile, parliamo di una delle squadre più forti del mondo, che fa parte della storia del calcio, che ha sempre avuto grandi giocatori. Ma bisogna anche sottolineare che le squadre italiane, in una singola partita, sanno fare cose incredibili”. Della sua esperienza italiana ha conservato anche ottimi insegnamenti (“Lippi? Ho avuto allenatori incredibili e lui è uno di questi, soprattutto sul piano tattico. Gli italiani non sono secondi a nessuno sotto questo punto di vista”) e proverà a metterli al servizio di un gruppo dove “non esiste una squadra A, B o C. Tutti sono qui per essere pronti a giocare, spetta a me fare delle scelte e utilizzare i giocatori nel miglior modo possibile. Ho una squadra di grande qualità”. E da parte sua la fiducia non manca: “Nel 2006 non sapevo che sarei diventato allenatore. Pensavo che fosse la fine, quindi è stato molto complicato. Credo in quello che faccio, mi sono preparato per poter allenare la Francia e darò tutto me stesso per questa squadra”. Al fianco di Zidane c’era anche Ousmane Dembelè che, smentiti i presunti contrasti con Mbappè (“Tutte queste storie non le commento, non voglio commentarle. Non c’è nessun problema fra noi”), ammette che nella nuova Francia di Zizou rivede diverse cose del suo Psg. “Cerchiamo di divertirci, abbiamo giocatori che amano avere il pallone. Il mio ruolo? Il mister mi ha dato molta libertà, è quello che mi piace, poter abbassarmi, aiutare i centrocampisti a costruire il gioco”. Per Dembelè “è un piacere immenso essere allenati da una leggenda assoluta come il mister” e sulla sua evoluzione ammette di aver “imparato moltissimo. Ho trascorso 4-5 anni al Barça, ho visto giocatori eccezionali, tra cui uno che era quasi perfetto – il riferimento a Messi – Oggi sono il giocatore che avrei sognato di essere”. E per quanto riguarda domani, “conosciamo i precedenti con l’Italia, è una partita speciale per tutti. Ne abbiamo parlato con il gruppo e con il mister, ma restiamo concentrati su quello che dobbiamo fare, sulle nostre qualità, su ciò che vogliamo mettere in campo. Zidane desideroso di rivincita contro l’Italia? No – sorride Dembelè – C’è una voglia incredibile, ma resta concentrato su quello che deve fare e su ciò che dice alla squadra”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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