Dichiarazione di Mantova, i consorzi approvano. Zaghini: “Iniziativa importante per promuovere i nostri prodotti”

MANTOVA – La Dichiarazione di Mantova raccoglie il sostegno del mondo produttivo mantovano, dai grandi consorzi caseari alle cooperative, fino alla Pera Mantovana Igp. Il valore da difendere è quello che si costruisce nelle stalle, nei caseifici e nei campi e nei frutteti, ma anche nel rapporto con il paesaggio e con le comunità. Su come farlo crescere, i protagonisti delle filiere non hanno dubbi: collaborazione, promozione e strumenti per affrontare mercati e cambiamenti climatici.

La Dichiarazione porterà in Europa le proposte delle Regioni per rafforzare le produzioni Dop e Igp: difenderle dalle imitazioni, aumentarne il valore per le imprese, accompagnarle sui mercati e sostenere innovazione e ricambio generazionale.

Il documento sarà sottoscritto domani, 15 ottobre, a Palazzo Ducale, durante l’assemblea di Arepo, l’associazione delle Regioni europee per i prodotti di origine, nell’ambito delle due giornate ospitate da Regione Lombardia. L’obiettivo è contribuire al Piano d’azione sulle Indicazioni geografiche previsto dalla Commissione europea per il 2027, facendo della certificazione il punto di partenza di una strategia di sviluppo.

«È un’iniziativa lodevole e prestigiosa: in fatto di Dop Mantova è tra i territori protagonisti e possiamo esserne orgogliosi», afferma Renato Zaghini, presidente del Consorzio Grana Padano Dop. La compresenza delle filiere del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano dà al territorio virgiliano un ruolo di primo piano: «Promuovere il mondo delle Dop significa tutelare il territorio e l’economia della provincia. Si tratta di un sistema che lascia sul territorio l’80% del valore. Per noi mantovani, e per tutto il sistema, questa iniziativa è importante».

L’appuntamento europeo si inserisce, per Zaghini, in un percorso di valorizzazione che avrà un’altra tappa sul Garda: «In prospettiva c’è anche l’Expo delle Dop in primavera, che passerà anche per la sede del Grana Padano. Anche per questo ci sentiamo orgogliosi».

«La Dichiarazione di Mantova è una pietra miliare e dà valore all’impegno che stiamo mettendo – spiega Stefano Pezzini, presidente di Confcooperative Agroalimentare Lombardia -. Siamo riconoscenti per questo percorso, crediamo che questa sia la strada giusta per valorizzare sempre di più le peculiarità e le eccellenze del territorio». Secondo Pezzini, è importante legare il prodotto al luogo in cui nasce: «Pensiamo ai prati stabili e alle colline moreniche. La provincia e la città, attraverso le Dop, hanno un territorio da comunicare». Un legame che la Dichiarazione intende rafforzare anche attraverso il turismo enogastronomico e il patrimonio culturale.

«E’ un passaggio strategico per Mantova, che attraverso il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano può amplificare la propria azione – prosegue Pezzini -. Può dare grande impulso al territorio, che vanta ben 31 realtà, 14 nel Parmigiano e 17 nel Grana Padano. La forza delle Dop per la nostra provincia è davvero importante, con un fatturato che si avvicina al miliardo di euro. È una realtà forte, che consolida la fiducia nel proprio futuro».

Alla promozione si affianca la necessità di proteggere i prodotti dalle imitazioni. È il punto sul quale insiste Cristian Odini, vicepresidente del Consorzio Parmigiano Reggiano e presidente della sezione di Mantova: «La forza che Mantova ha nel sistema lattiero-caseario è fondamentale e dà valore aggiunto alla provincia e alla Lombardia. Una cosa essenziale è combattere l’Italian sounding. L’Italia sta facendo un ottimo lavoro nella difesa dei propri prodotti, ma bisogna tenere sempre alta la guardia».
La tutela deve procedere insieme alla capacità di vendere e di raggiungere nuovi consumatori. «Per quanto riguarda la commercializzazione, rafforzare le sinergie e il far sistema sarà un’arma in più per penetrare nei mercati – prosegue Odini -. grazie alla collaborazione tra il pubblico, i privati e le cooperative. L’unione fa la forza nel valorizzare il nostro saper fare, che è un fiore all’occhiello per la Lombardia e tutta l’Italia. E le Igp sono altrettanto importanti».

Dall’ortofrutta arriva un sostegno all’iniziativa, pur sottolineando le differenze tra le Dop e le Igp. Pier Paolo Morselli, referente per il Consorzio della Pera Mantovana, distingue la situazione dei frutticoltori da quella delle filiere che trasformano la materia prima: «Sicuramente la valorizzazione dell’Igp è positiva, anche se la situazione nell’ortofrutta è differente. Noi non trasformiamo il prodotto, mentre per quanto riguarda le produzioni del lattiero-caseario il vantaggio è maggiore. Il nostro legame con il territorio è ancora più stretto». Giovani, innovazione e cambiamenti climatici queste le questioni sul tavolo per le aziende del settore: «La nostra produzione è esposta a piogge, grandine e tempeste. L’Igp valorizza il prodotto e il territorio, ci aiuta e ci offre canali commerciali in più. Sfruttare la forza e il traino anche dei settori riguardanti le Dop può essere un traino importante, come abbiamo sperimentato in altre esperienze, come ad esempio quella del marchio “La Grande Bellezza Italiana”, che raggruppa tante realtà di prodotti tipici. È stata una svolta importante, una bella iniziativa che ci ha reso più attrattivi per portare i nostri prodotti nei supermercati». Anche per la Pera Mantovana, dunque, la sinergia può aprire spazi che sarebbero difficili da conquistare individualmente. Ed è con questa aspettativa che Morselli guarda al percorso avviato a Mantova: «L’auspicio è che il traino delle Dop possa avvantaggiare anche noi».