Modesto applaude il Mantova: “Bravi a soffrire, si cresce vincendo partite sporche come questa”

CHIAVARI – Una vittoria di carattere, conquistata con la qualità nel primo tempo e difesa con determinazione nella ripresa. Il Mantova espugna il campo della Virtus Entella grazie al gol di Gliozzi e si rimette immediatamente in marcia dopo la sconfitta casalinga con il Palermo. Francesco Modesto può sorridere per i tre punti, ma soprattutto per la capacità dei suoi giocatori di adattarsi a una partita completamente diversa da quelle affrontate nelle ultime settimane. Al termine della sfida, il tecnico biancorosso elogia lo spirito di sacrificio della squadra, sottolinea la prova dei difensori e l’importanza dei leader dello spogliatoio, senza nascondere gli aspetti sui quali sarà necessario continuare a lavorare.

«Vincere fuori casa è sempre difficile, vincere contro qualsiasi squadra di Serie B è sempre difficile. I ragazzi hanno interpretato bene la gara e siamo stati bravi nel primo tempo. Secondo me, anche nel palleggio, potevamo sviluppare meglio alcune situazioni. Siamo andati in vantaggio e poi è diventato tutto un po’ più difficile, specialmente contro un avversario che su questo campo gioca in una determinata maniera. Loro cercano poco il fraseggio, lanciano spesso il pallone lungo, lavorano molto bene sulle seconde palle e ti creano difficoltà con mischie, rimesse laterali e calci d’angolo. Hanno un modo di giocare che comunque ti mette in difficoltà».

Il Mantova ha saputo cambiare atteggiamento nel corso della gara, passando da un primo tempo nel quale aveva trovato anche buone trame offensive a una ripresa caratterizzata dalla necessità di difendere il vantaggio. Una situazione sulla quale Modesto aveva insistito durante la preparazione della trasferta ligure.

«Questa settimana ho battuto molto su questi aspetti. I ragazzi sono stati bravi a interpretare la partita, a soffrire e a essere veramente squadra. Essere squadra significa anche riuscire a vincere partite sporche come questa. Sono vittorie belle, perché dimostrano che i giocatori stanno dentro la gara, che sanno affrontare anche momenti complicati. Poi è normale che ci siano delle situazioni da rivedere, per capire nei dettagli cosa ci è mancato sia nella fase offensiva sia in quella difensiva. Sono contento per loro, perché so quanto lavorano e quanto ci tengono. Sono stati bravi, però dobbiamo continuare il nostro percorso di miglioramento».

«Però ho visto tutte le partite dell’Entella e in tanti campi questa squadra ha dominato anche sul piano del gioco – prosegue Modesto -. Ha giocatori che sanno saltare l’uomo, che attaccano la profondità, elementi capaci di inserirsi e un gruppo che lavora bene. Bisogna anche considerare che tante volte siamo noi a portare gli avversari a cambiare il loro modo di giocare. Se andiamo in aggressione, è normale che loro non cerchino di giocare corto, ma preferiscano il lancio lungo. Noi siamo stati bravi a leggere tante situazioni e a vincere tanti duelli con Cella, Castellini e Tomasevic. Anche gli inserimenti delle loro mezzali sono stati assorbiti bene, quindi a livello tattico la squadra ha lavorato nel modo giusto».

Il Mantova secondo il mister però avrebbe potuto gestire diversamente alcuni momenti della ripresa, quando l’Entella ha preso campo e costretto i biancorossi a una lunga fase di contenimento, arrivando a sfiorare il pareggio con il colpo di testa di Mezzoni respinto da Bardi.

«Ci sono stati anche momenti nei quali abbiamo palleggiato e secondo me potevamo fare qualcosa in più. Però le partite in campo le vivono i ragazzi. Sono loro a capire quando devono stringere i denti, quando devono mettersi l’elmetto. Purtroppo non abbiamo tante ore per ragionare su questa partita, perché già da domani dobbiamo pensare subito alla Cremonese».

Modesto si aspettava qualcosa in più da alcune delle forze fresche inserite per gestire il finale, ma riserva parole particolarmente positive a Wieser, entrato al posto di Del Lungo e impiegato in una posizione non sua, quella di esterno largo a destra.

«Chi è entrato, secondo me, poteva fare qualcosa in più e questo i ragazzi lo sanno già. Wieser, invece, è entrato in maniera super positiva, in un ruolo che sta conoscendo da poco. Sono contento per lui, perché è un giocatore che durante gli allenamenti non ti dà mai modo di non notarlo. Io questo atteggiamento lo apprezzo molto e quando arriva il momento di dargli fiducia, anche in partite come questa, gliela do».

Un capitolo importante riguarda Simone Trimboli, protagonista di una prestazione di sostanza in mezzo al campo e tra i giocatori che hanno maggiormente contribuito a tenere compatta la squadra nei momenti di difficoltà. A fine partita il capitano è apparso particolarmente acceso emotivamente.

«Simone ha un bel temperamento, voi lo conoscete meglio di me. È un giocatore che anche durante gli allenamenti vive tutto intensamente. Se perde una partitina, magari è il primo ad arrabbiarsi e ad andare via, però poi gli passa. Nello spogliatoio era lì che abbracciava tutti i compagni, quindi nessun problema. Simone lo conosciamo bene, è un giocatore determinante per questa squadra. È quello che ti dà equilibrio, che ti dà gioco, che ti dà temperamento e che alza il livello di tutti. Poi abbiamo diversi tipi di leader: c’è quello silenzioso e quello che parla di più. Meroni, per esempio, è un leader a tutti gli effetti. Abbiamo Bardi, che è un leader che parla poco, però sono giocatori che danno l’esempio. E poi ci sono i giovani, che ti portano quella freschezza mentale che può fare la differenza».

Tra i protagonisti del finale anche Spinaccé, all’esordio mandato in campo al 77′ al posto di Gliozzi. L’attaccante ha mostrato subito grande voglia di partecipare alla battaglia, finendo però per commettere due falli ravvicinati, il primo dei quali gli è costato l’ammonizione. Un ingresso che Modesto valuta tenendo conto del momento particolarmente delicato della gara.

«È entrato in una fase particolare della partita ed è andato un po’ in eccesso, commettendo subito due falli che poteva evitare. Ma ci sta, perché la voglia di giocare è tanta. Oggi finalmente avevamo tanti giocatori a disposizione in panchina, quindi mi dispiace che qualcuno sia dovuto andare in tribuna. Però devo fare delle scelte e più i ragazzi mi metteranno in difficoltà, più questo lavoro mi piace».

Il Mantova torna dunque dalla Liguria con una vittoria che vale oro. Ma il calendario non concede soste: martedì al Martelli arriva la Cremonese per un derby particolarmente atteso. E i biancorossi ci arriveranno con tre punti e una nuova iniezione di fiducia.